Il video e la minaccia agli inviati Rai
L’episodio nasce da un video girato a Minneapolis e diventato virale su X. Nel filmato un agente dell’ICE minaccia una troupe della Rai con parole che vengono percepite come un’intimidazione diretta: «Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto». Le immagini sarebbero state registrate dall’interno del veicolo su cui viaggiavano Laura Cappon e Daniele Babbo, giornalisti della trasmissione In mezz’ora di Rai 3.
Secondo quanto emerge dalla ricostruzione, la troupe stava seguendo due mezzi con a bordo agenti federali quando avrebbe notato di essere stata bloccata: un’auto davanti e una dietro, rendendo impossibile proseguire o invertire la marcia. Nel filmato si sentono frasi che descrivono la situazione: «Sembra un convoglio» e poi «Ci hanno intrappolato».
Quando un agente si avvicina chiedendo di abbassare il finestrino, i giornalisti si qualificano come stampa: «Press! We are press, italian!». Nonostante ciò, la tensione cresce fino all’avvertimento finale

Libertà di stampa e tutela dei giornalisti all’estero
La vicenda riporta al centro il tema della libertà di stampa in contesti operativi complessi. In casi simili, l’equilibrio tra esigenze di sicurezza e diritto di cronaca diventa particolarmente fragile quando l’interazione con le forze dell’ordine assume toni conflittuali.
Dal punto di vista istituzionale, il caso alimenta interrogativi sulla protezione dei giornalisti italiani impegnati all’estero e sulle modalità di intervento della diplomazia dopo episodi di intimidazione. È su questo terreno che le opposizioni concentrano le richieste di una presa di posizione pubblica e formale.
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Un caso politico aperto
L’episodio di Minneapolis è ormai considerato un caso politico internazionale: la diffusione del video e le pressioni delle opposizioni tengono alta l’attenzione sulla risposta del governo. Al centro restano il diritto di cronaca, la libertà di stampa e la responsabilità istituzionale nella tutela dei giornalisti fuori dai confini nazionali.
Il confronto resta aperto sia sul piano delle iniziative diplomatiche sia su quello del dibattito politico interno tra maggioranza e opposizione.