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Uomo armato arrestato vicino alla Casa Bianca: “Le voci mi ordinavano di uccidere Trump”

Tre armi e decine di munizioni nel pick-up rubato

All’interno del Ford F-150 gli investigatori hanno trovato tre armi da fuoco: un fucile in stile AR-15, una pistola Glock 43X e un’arma semiautomatica MAC-10. Nel mezzo sarebbero state trovate anche decine di munizioni, un elemento che ha aumentato l’allarme attorno alla vicenda.

Le verifiche successive hanno stabilito che il pick-up risultava rubato. Secondo gli atti, Guanipa Chrinos avrebbe sostenuto che il veicolo gli fosse stato prestato dal proprio datore di lavoro. Gli inquirenti dovranno ora confrontare questa versione con i dati raccolti sul mezzo e con le denunce relative al furto.

Il 26enne avrebbe anche affermato di avere acquistato le armi circa un mese prima e di vivere da qualche tempo all’interno del pick-up. Sono dichiarazioni che dovranno essere verificate dalle autorità, in particolare per stabilire dove siano state comprate le armi, con quali modalità e se il possesso fosse conforme alle norme applicabili.

La presunta minaccia contro Donald Trump

L’elemento più grave emerso dopo l’arresto riguarda la presunta minaccia nei confronti di Donald Trump. Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha riferito che Guanipa Chrinos avrebbe raccontato agli agenti di aver sentito delle voci che gli avrebbero imposto di raggiungere Washington per uccidere il presidente.

Questa dichiarazione è attribuita dalle autorità al sospettato, ma non compare nei passaggi dell’affidavit giudiziario che sono stati resi pubblici dai media statunitensi. Il documento riporta invece altre affermazioni confuse, legate alle armi e alla convinzione dell’uomo che qualcuno avesse cercato di ucciderlo.

La differenza tra quanto riportato dal Dipartimento per la Sicurezza interna e il contenuto pubblico dell’affidavit rappresenta uno dei punti che l’inchiesta dovrà chiarire. Gli investigatori dovranno accertare in quale momento sia stata pronunciata la frase sulla presunta intenzione di colpire Trump e in quali circostanze sia stata raccolta.

Le verifiche sulle condizioni dell’uomo e sui possibili contatti

Le autorità dovranno valutare anche le condizioni psicologiche del sospettato. I riferimenti alle voci e le altre frasi riportate negli atti saranno esaminati nel quadro dell’indagine, senza che ciò modifichi la necessità di verificare in modo oggettivo fatti, intenzioni e capacità di mettere in pratica eventuali propositi.

Un altro punto riguarda la possibilità che il 26enne abbia agito da solo. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se abbia ricevuto aiuto, indicazioni o supporto da altre persone prima di arrivare nella capitale federale. Al momento, nelle informazioni diffuse dalle autorità, non emergono dettagli su eventuali complici.

Dovranno inoltre essere ricostruiti gli spostamenti precedenti al fermo e il periodo trascorso dal giovane a bordo del pick-up. La sua affermazione di vivere nel veicolo e quella relativa al presunto prestito del mezzo saranno sottoposte a controlli insieme ai dati sulle armi trovate nell’abitacolo.

La vicenda resta quindi in una fase delicata. Le dichiarazioni dell’uomo, il sequestro delle armi e il ritrovamento del veicolo rubato costituiscono elementi distinti ma collegati, che saranno esaminati per definire il quadro completo dell’accaduto.

Le accuse contestate a Ronny Yordrix Guanipa Chrinos

Guanipa Chrinos è accusato di trasporto illegale di armi da fuoco, possesso di armi e munizioni non registrate e detenzione di una pistola senza licenza. Alle contestazioni sulle armi si aggiungono quelle relative all’uso non autorizzato di un veicolo, al furto e alla ricettazione.

Il sospettato è comparso venerdì davanti alla Corte superiore del Distretto di Columbia. È rimasto detenuto senza possibilità di rilascio su cauzione, mentre i procuratori federali stanno valutando il materiale raccolto per decidere se procedere con ulteriori accuse.

Non risulta ancora chiaro se il giovane abbia nominato un avvocato. L’eventuale sviluppo delle contestazioni dipenderà anche dagli esiti degli esami sulle armi, sulle munizioni e sul veicolo, oltre che dagli approfondimenti sulle dichiarazioni rese agli agenti dopo il fermo.

L’ingresso negli Stati Uniti e la richiesta dell’Ice

Secondo il Dipartimento per la Sicurezza interna, il 26enne sarebbe entrato illegalmente negli Stati Uniti dal confine con il Texas nel marzo 2024. Le autorità affermano che sarebbe stato fermato dalla polizia di frontiera e successivamente rilasciato.

L’Immigration and Customs Enforcement avrebbe ora presentato una richiesta affinché Guanipa Chrinos resti in custodia anche una volta concluso l’eventuale procedimento penale. La misura sarebbe collegata alla possibilità di un’espulsione, che potrà essere valutata sulla base della sua posizione migratoria e degli sviluppi giudiziari.

Il profilo migratorio dell’uomo viene trattato dalle autorità come una parte separata, ma rilevante, della vicenda. L’indagine penale resta concentrata sulle armi, sul veicolo e sulle circostanze del fermo vicino alla Casa Bianca, mentre le autorità dell’immigrazione seguono il proprio procedimento.

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