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Va sotto casa di Michele Misseri ad Avetrana, finisce malissimo. Cosa è successo

Indagini della Procura di Taranto per presunte molestie

Qualche settimana dopo i fatti, Napolitano ha ricevuto una notifica dal Tribunale di Taranto come persona sottoposta a indagini. L’ipotesi di reato è quella prevista dall’articolo 660 del codice penale, relativo alla molestia o disturbo alle persone. Secondo quanto riferito da Fanpage, il 26enne è assistito dall’avvocato penalista Luigi Poziello.

La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo sulle presunte molestie ai danni di Michele Misseri dopo l’informativa degli agenti del commissariato di Manduria. Gli accertamenti sarebbero stati avviati su impulso della dirigente Marinella Martina.

Gli agenti hanno acquisito i numerosi video pubblicati online e stanno ricostruendo con precisione quanto sarebbe accaduto davanti alla casa. Il materiale è stato trasmesso alla magistratura, che dovrà valutare immagini, testimonianze e comportamenti delle persone presenti per accertarne l’eventuale rilevanza penale.

Avetrana, verifiche anche sugli altri giovani presenti

L’attività investigativa non si fermerebbe al solo tiktoker. Le verifiche del commissariato di Manduria riguarderebbero anche altri ragazzi ripresi insieme a Napolitano, alcuni dei quali residenti nella zona. Gli inquirenti dovranno stabilire se abbiano assistito ai fatti o se abbiano avuto un ruolo attivo nelle condotte contestate.

Sullo sfondo resta il caso di cronaca nera che ha segnato Avetrana. Sarah Scazzi fu uccisa il 26 agosto 2010, quando aveva 15 anni. Per l’omicidio sono state condannate in via definitiva all’ergastolo la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano, figlia e moglie di Michele Misseri.

“Zio Michele” ha sempre dichiarato di essere l’autore dell’omicidio, ma le conclusioni della giustizia italiana sono state diverse. Misseri è stato condannato a otto anni per la soppressione del cadavere della nipote, occultato in un pozzo. Dopo avere scontato la pena, è tornato libero e vive nuovamente nella sua abitazione.

Da allora conduce una vita riservata, ma la casa continua a essere meta dei cosiddetti turisti del macabro. L’inchiesta aperta a Taranto dovrà ora chiarire se la vicenda del video davanti all’abitazione di Michele Misseri abbia oltrepassato il limite della provocazione social, configurando responsabilità penali.

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