Milano, la posizione di Ignazio La Russa
Una parte centrale del retroscena riguarda Milano. Secondo Dagospia, il presidente del Senato Ignazio La Russa avrebbe inizialmente guardato con favore alla possibile candidatura di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, prima di rivalutare il quadro alla luce delle rilevazioni riservate sull’avanzata del movimento di Vannacci.
Il capoluogo lombardo è una delle partite più importanti per il centrodestra. La scelta del candidato sindaco dovrà tenere insieme il consenso dei partiti, le esigenze delle diverse componenti della coalizione e la possibilità di rivolgersi anche a un elettorato civico e moderato, tradizionalmente rilevante a Milano.
Stando alla ricostruzione, La Russa avrebbe preferito lasciare la decisione conclusiva alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e agli altri leader del centrodestra. Una scelta che conferma come il dossier milanese resti ancora in una fase di definizione e richieda un’intesa nazionale.
Nei giorni scorsi, lo stesso La Russa aveva sottolineato la necessità di arrivare a una candidatura condivisa, dichiarando che fosse necessario «mettere da parte ogni distinguo» e individuare il candidato attraverso un confronto comune tra le forze del centrodestra. L’obiettivo indicato è presentare una coalizione unita davanti agli elettori.

Roma, il confronto sul nome anti-Gualtieri
Anche a Roma non sarebbe stata ancora definita la scelta del candidato che dovrà sfidare il sindaco uscente Roberto Gualtieri. Tra i nomi emersi nel dibattito viene indicato quello del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che avrebbe manifestato la propria disponibilità, insieme a quello della vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli.
All’interno di Fratelli d’Italia, secondo il retroscena, starebbe però guadagnando spazio l’ipotesi di un candidato civico. Si tratta di una formula spesso considerata nelle grandi città quando la coalizione punta a coinvolgere elettori non direttamente legati ai partiti e a concentrare il confronto su temi amministrativi.
La scelta romana resta collegata anche agli equilibri regionali e nazionali. Un candidato condiviso richiederà il confronto tra le diverse componenti del centrodestra, oltre a una valutazione sulle possibilità di competere con il sindaco uscente e con una coalizione di centrosinistra che potrà contare sul peso della guida del Campidoglio.
Il ministro Francesco Lollobrigida, sempre secondo le informazioni riportate, sarebbe impegnato in un lavoro di mediazione per ricomporre il quadro interno a Fratelli d’Italia. Gli accertamenti politici sulla rosa dei nomi proseguiranno nei prossimi mesi, quando il calendario delle amministrative renderà necessarie decisioni più definite.
Le amministrative 2027 e i prossimi passaggi
Le indiscrezioni su Roberto Vannacci e Futuro Nazionale fotografano una fase di riflessione nel centrodestra. Il dato principale è la possibile comparsa di un soggetto capace di intercettare una quota dell’elettorato della coalizione, in un contesto nel quale le candidature nelle grandi città non sono ancora state stabilite.
Al momento, tuttavia, il quadro si basa su fonti riservate e su sondaggi non resi pubblici. Non risultano conferme ufficiali sulle percentuali attribuite al movimento né accordi definiti per Milano, Roma o Torino. Saranno le prossime rilevazioni e le decisioni dei partiti a chiarire se questa tendenza avrà effetti concreti.
La definizione dei candidati sindaco sarà uno dei passaggi più delicati verso il 2027. Per il centrodestra, la priorità sarà mantenere l’unità della coalizione senza ignorare la crescita di nuove liste; per Futuro Nazionale, invece, la scelta riguarderà il livello di autonomia con cui affrontare la competizione elettorale.