
Doveva essere un incontro per parlare di sicurezza e del ruolo delle istituzioni, ma l’intervento di Roberto Vannacci è iniziato subito tra contestazioni e tensione. A Torino, nel corso del convegno organizzato dal sindacato di polizia Fsp, il leader di Futuro Nazionale si è trovato a dover rispondere a una donna che, dalla sala, ha interrotto il suo discorso urlando una frase precisa: «L’Italia è un Paese laico». In pochi istanti l’atmosfera si è accesa, con la reazione degli altri presenti e i cori rivolti al generale. Un episodio che si è aggiunto alla protesta organizzata all’esterno della struttura contro il convegno e contro la presenza di Vannacci.

La contestazione arriva direttamente dalla sala
Vannacci aveva appena iniziato a parlare quando la donna ha preso la parola dalla platea, contestandolo apertamente. «L’Italia è un Paese laico», ha gridato, interrompendo il suo intervento. La risposta dei presenti è arrivata immediatamente: dalla sala si sono levati cori come «generale, generale», in sostegno di Vannacci.
Il leader di Futuro Nazionale ha deciso di replicare direttamente alla contestatrice, senza lasciare cadere l’interruzione. «Oltre che maleducata perché interrompe, la signora è anche anti-democratica», ha detto rivolgendosi alla donna. La scena ha così segnato i primi minuti dell’incontro, trasformando l’avvio del convegno in un momento di forte tensione.
Fuori dal convegno la protesta contro Vannacci
Quello che è accaduto dentro la sala arrivava al termine di una giornata già caratterizzata dalle proteste. All’esterno della struttura era infatti stata organizzata una manifestazione contro la presenza di Vannacci e contro l’iniziativa del sindacato di polizia. Per garantire lo svolgimento dell’incontro era stata predisposta una presenza significativa delle forze dell’ordine.
Ed è proprio agli agenti impegnati all’esterno che Vannacci ha rivolto le prime parole del suo intervento. Il leader di Futuro Nazionale ha contestato il fatto che, per un convegno politico, fosse necessario schierare un numero così elevato di uomini in tenuta antisommossa. «Non è possibile che in un Paese democratico e civile come l’Italia ci debbano essere 250 agenti in tenuta anti sommossa per un convegno libero, dove ci confrontiamo sul piano delle argomentazioni. È una cosa vergognosa», ha dichiarato.
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