
Un inseguimento durato settimane, una petroliera sospettata di violare sanzioni internazionali e un confronto diretto tra Stati Uniti e Russia che si sposta dal piano diplomatico a quello militare. Nel pieno della crisi venezuelana, un’operazione condotta nell’Atlantico ha aperto un nuovo fronte di tensione tra Washington e Mosca, con conseguenze che vanno ben oltre il destino di una singola nave.
Leggi anche: “Era un commando di 20 persone con coltelli”. Violenza bestiale in Italia: cosa è successo

La petroliera Marinera sotto controllo statunitense
Gli Stati Uniti hanno preso il controllo della petroliera Marinera, al centro di un’operazione complessa e prolungata. L’imbarcazione, precedentemente nota come Bella 1, è stata fermata dopo oltre due settimane di inseguimento in mare aperto. A bordo si trovano ora agenti statunitensi, impegnati nella gestione e nella messa in sicurezza della nave.
La petroliera è sospettata di aver trasportato in passato greggio venezuelano e di aver aggirato le sanzioni internazionali, oltre a essere collegata a traffici considerati irregolari dalle autorità americane. Nel corso del tempo avrebbe cambiato nome e bandiera, passando da registrazioni sudamericane a una bandiera russa, un dettaglio che ha contribuito ad aggravare il quadro politico e strategico della vicenda.
Il blocco navale voluto da Trump e lo scontro con Caracas
La cattura della Marinera si inserisce in una strategia più ampia annunciata dal presidente Donald Trump, che nei mesi scorsi ha ordinato un blocco delle petroliere sanzionate in entrata e in uscita dal Venezuela. Una misura presentata come necessaria per contrastare traffici illegali e attività ritenute pericolose per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Il governo venezuelano ha definito queste azioni un vero e proprio atto di furto, denunciando un’aggressione diretta alla propria sovranità. Trump, dal canto suo, ha più volte accusato Caracas di utilizzare rotte marittime per attività criminali, alimentando una narrativa che giustifica interventi sempre più duri anche in acque internazionali.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva