
È bastata una fotografia per riaccendere il dibattito attorno a Roberto Vannacci e alla nuova formazione politica che fa capo al generale. Lo scatto, realizzato dopo le elezioni suppletive di Reggio Calabria, mostra Vannacci insieme a Domenico Furgiuele e Lorenzo Gasperini con tre dita della mano sollevate. Un’immagine celebrativa del risultato elettorale, almeno nelle intenzioni dichiarate, che ha però attirato l’attenzione proprio per quel gesto.
A rendere la fotografia ancora più discussa è il significato attribuito al numero tre e il riferimento alla Decima Mas comparso nel commento che accompagna l’immagine. Ma la simbologia delle tre dita ha una storia molto più complessa e attraversa epoche, Paesi e contesti politici differenti. Nel caso di Futuro Nazionale, inoltre, esiste una precedente spiegazione fornita da Furgiuele che aggiunge un tassello importante alla vicenda.

Vannacci e il gesto delle tre dita dopo le elezioni
La fotografia è stata pubblicata sui social da Lorenzo Gasperini, dopo le elezioni suppletive del 27 e 28 settembre nel collegio Reggio Calabria-Locri. Al tavolo, in un ristorante, compaiono Roberto Vannacci, Domenico Furgiuele e lo stesso Gasperini, tutti con pollice, indice e medio sollevati.
Il riferimento immediato è al risultato conquistato da Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale. Il dato ufficiale è stato del 10,94%, pari a 8.226 voti, mentre l’affluenza si è fermata al 22,34%. Fabio Roscioli, candidato del centrodestra, è stato eletto con il 51,02%, davanti a Frank Benedetto, al 36,59%.
Nel commento alla fotografia, Gasperini ha scritto: «Tre per tre fa nove, più Giannetta dieci». Una frase che collega direttamente il numero delle dita al risultato elettorale e che, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, proseguiva con un riferimento alla Decima Mas.
È dunque il contesto politico a rendere il gesto particolarmente osservato. Ma il numero tre, da solo, non identifica automaticamente una precisa ideologia.

Tre dita, il significato del gesto tra storia e politica
Le tre dita sollevate hanno infatti significati differenti a seconda del luogo e del contesto. Nella tradizione cristiana ortodossa, per esempio, il numero tre è legato alla Santissima Trinità e il gesto è stato utilizzato anche nella tradizione serba come segno religioso e di giuramento. Il cosiddetto tri prsta è successivamente diventato anche un simbolo dell’identità nazionale serba, venendo utilizzato in diversi contesti, compresi quelli nazionalisti.
La storia europea offre però anche altri riferimenti. Nell’area germanica esiste la tradizione della Schwurhand, la mano del giuramento, nella quale alcune dita vengono sollevate durante un giuramento. Il gesto non nasce con il nazismo, anche se fu utilizzato in contesti legati al regime e, successivamente, è stato associato anche a simbologie dell’estrema destra.
Un caso diventato celebre è quello dell’austriaco Heinz-Christian Strache. Nel 2007 una fotografia risalente agli anni Ottanta fu interpretata dalla stampa austriaca come un Kühnengruß, gesto associato al neonazista tedesco Michael Kühnen. Strache respinse quella lettura e arrivò a sostenere, in una delle sue spiegazioni, che avrebbe potuto trattarsi del gesto con cui ordinava «tre birre». La vicenda mostra proprio quanto il contesto sia determinante nell’interpretazione di una simbologia gestuale.
Per questo, associare in modo automatico le tre dita mostrate nella fotografia di Vannacci, Furgiuele e Gasperini a un unico riferimento storico sarebbe improprio. Il gesto ha avuto e continua ad avere significati diversi, alcuni religiosi e identitari, altri politici.
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