
Negli Stati Uniti un gruppo di parlamentari democratici ha presentato una richiesta formale per valutare la rimozione di Donald Trump dalle funzioni presidenziali, indicando come via principale l’attivazione di uno specifico strumento costituzionale. L’iniziativa viene motivata con la necessità di tutelare la stabilità istituzionale e di garantire una transizione rapida dei poteri, distinta dalle procedure previste per l’impeachment.

Richiesta di rimozione e riferimento al 25° emendamento
La proposta dei democratici è incentrata sulla sezione quattro del 25° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Si tratta di una norma introdotta per gestire casi di incapacità fisica o mentale del presidente e che, in questo contesto, viene richiamata come misura di salvaguardia istituzionale.
Secondo la procedura prevista, il vicepresidente e la maggioranza dei membri del gabinetto dovrebbero trasmettere una dichiarazione scritta in cui attestano che il presidente non è in grado di esercitare le funzioni e i doveri del proprio ufficio. L’eventuale attivazione di questo meccanismo comporterebbe un passaggio delicato, perché la decisione iniziale ricadrebbe sui principali collaboratori dell’esecutivo.

Il ruolo del vicepresidente e del gabinetto
Gli appelli dei parlamentari non sono rivolti esclusivamente all’opinione pubblica, ma in modo mirato ai vertici dei dipartimenti governativi e al vicepresidente. I promotori dell’iniziativa sostengono che, in presenza di rischi considerati immediati, l’amministrazione abbia il dovere di intervenire per prevenire azioni potenzialmente irreversibili negli ultimi giorni di mandato.
In questo quadro viene richiamato il valore del giuramento sulla Costituzione, indicato come riferimento superiore rispetto a appartenenze politiche o lealtà personali. La richiesta viene presentata come funzionale alla continuità del governo e alla tutela della sicurezza nazionale, in un contesto descritto dai critici come caratterizzato da condotte imprevedibili.
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