Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Virus, impennata dei contagi in Italia: aumentano anche i decessi, situazione grave

Primo caso umano confermato in Abruzzo

Il West Nile virus è arrivato ufficialmente anche in Abruzzo. Martedì 18 agosto è stato confermato il primo caso umano del 2026 nella regione. Si tratta di un uomo di 85 anni, ricoverato a Teramo dopo essersi rivolto al pronto soccorso per febbre e dolori osteoarticolari.

Secondo quanto comunicato, le condizioni dell’uomo sono buone. Il caso amplia ulteriormente la mappa delle aree interessate dalla circolazione virale e rafforza l’importanza del monitoraggio clinico, veterinario ed entomologico. Il sistema di sorveglianza non riguarda infatti soltanto le persone, ma segue anche zanzare, uccelli e cavalli per individuare tempestivamente la presenza del virus.

Nella maggior parte delle persone contagiate l’infezione può non provocare sintomi oppure manifestarsi con disturbi lievi, come febbre, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza e nausea. In una piccola quota di casi, soprattutto tra anziani e persone fragili o con patologie preesistenti, possono svilupparsi forme neurologiche più serie. È in queste situazioni che gli accertamenti e l’assistenza medica diventano particolarmente importanti.

Il primo decesso segnalato in Veneto

In Veneto, domenica 16 agosto, è stato segnalato il primo decesso regionale del 2026 associato al West Nile. La vittima è un uomo di 84 anni residente nella provincia di Padova, che aveva patologie pregresse. Non è stato chiarito se il caso sia già incluso nei sette decessi riportati dall’ISS oppure se sarà conteggiato in uno dei prossimi bollettini.

Il dato va letto nel contesto della sorveglianza stagionale. Le verifiche sui decessi associati all’infezione richiedono l’analisi delle informazioni cliniche e dei risultati di laboratorio, oltre alla ricostruzione delle eventuali condizioni di fragilità presenti. Gli aggiornamenti ufficiali consentiranno di definire con maggiore precisione il quadro complessivo.

Il confronto con il 2025 e le misure di prevenzione

Nello stesso periodo del 2025 erano stati registrati 275 casi e 25 decessi. Rispetto ai 226 contagi e ai sette morti finora indicati per il 2026, l’anno scorso presentava numeri assoluti più elevati. La stagione attuale, tuttavia, mostra una diffusione geografica più estesa, con il virus rilevato in 55 province e 16 regioni.

Le misure individuali restano uno strumento concreto per ridurre il rischio di punture di zanzara. In particolare, è utile usare repellenti autorizzati, installare zanzariere, indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali e svuotare i ristagni d’acqua in balconi, giardini e cortili. Sono proprio questi piccoli accumuli a favorire la riproduzione degli insetti.

Febbre, malessere generale, mal di testa o dolori articolari dopo punture di zanzara non significano automaticamente aver contratto l’infezione. In presenza di sintomi, soprattutto se intensi o persistenti, è opportuno contattare il medico e seguire le indicazioni delle autorità sanitarie locali. L’attenzione resta alta: i prossimi aggiornamenti dell’ISS chiariranno l’andamento della circolazione del West Nile virus in Italia.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure