
Le condizioni di Vittorio Sgarbi, ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, si mantengono stabili. Il critico d’arte è stato sottoposto a un intervento di tracheostomia percutanea, resosi necessario per la difficoltà a interrompere il supporto ventilatorio. A riferirlo è l’ultimo bollettino medico diffuso dall’ospedale, che segnala anche un miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare.
L’aggiornamento sanitario offre segnali incoraggianti sul fronte respiratorio, ma evidenzia anche la necessità di proseguire con le cure. «Nonostante il miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare occorsa, l’attuale non svezzabilità dal supporto ventilatorio ha reso necessaria una tracheostomia percutanea», si legge nella nota del Gemelli. Una procedura che si è resa indispensabile per garantire il sostegno alla respirazione.

La tracheostomia percutanea è una tecnica mini-invasiva che prevede la creazione di una piccola apertura, chiamata stoma, nella trachea attraverso la parte anteriore del collo. Attraverso questo accesso viene inserita una cannula che consente il passaggio dell’aria e permette di assicurare il supporto respiratorio quando il paziente non è ancora in grado di respirare autonomamente in maniera adeguata.
Nel caso di Sgarbi, la scelta dei medici è legata proprio alla difficoltà di interrompere la ventilazione assistita, nonostante i progressi registrati sul piano polmonare. Il miglioramento della microembolia e del quadro respiratorio rappresenta un elemento positivo, ma non è ancora sufficiente per procedere alla sospensione del supporto ventilatorio. Le condizioni cliniche restano quindi sotto stretta osservazione.
