
Il ricovero d’urgenza al Policlinico Gemelli è iniziato mercoledì 30 settembre 2026, quando il critico d’arte è stato trasferito nella struttura romana per una insufficienza respiratoria. Fin dal primo momento si è reso necessario il ricovero in terapia intensiva, dove Sgarbi è seguito dall’équipe medica per affrontare le complicazioni respiratorie.
Il primo bollettino, diffuso la sera di giovedì 1° ottobre, descriveva il quadro come «pur critico» ma stabile. Gli aggiornamenti successivi hanno confermato una graduale evoluzione favorevole delle condizioni polmonari e della microembolia. La persistente dipendenza dal supporto ventilatorio ha tuttavia richiesto un ulteriore intervento, con l’obiettivo di garantire una gestione più efficace della respirazione durante il percorso di cura.
La vicenda riporta sotto i riflettori le condizioni di salute di uno dei personaggi più noti del panorama culturale e televisivo italiano. Sgarbi, storico dell’arte, critico e volto pubblico da decenni, ha attraversato negli ultimi anni una fase particolarmente complessa, segnata da problemi fisici e da una profonda fragilità personale.
Già l’anno precedente il critico d’arte era stato ricoverato al Gemelli durante un periodo caratterizzato da una grave crisi depressiva. In quella fase aveva raccontato di aver perso interesse per molte delle attività che avevano scandito la sua vita, arrivando anche a rifiutare il cibo. Le conseguenze si erano riflesse sul suo peso corporeo, sceso a circa 59 chili, e sulle sue condizioni generali.
Adesso l’attenzione resta concentrata sull’evoluzione del quadro clinico e sulla possibilità di ridurre progressivamente il sostegno respiratorio. Il bollettino del Gemelli conferma la stabilità delle condizioni e segnala miglioramenti sul fronte polmonare, ma la necessità della tracheostomia indica che il percorso di recupero richiede ancora tempo. Per il momento, la priorità dei medici è garantire la stabilità respiratoria e monitorare la risposta alle cure.
