La separazione da Stefania Nobile
Tra le ferite più profonde, Wanna Marchi colloca la distanza imposta tra lei e la figlia Stefania Nobile. La separazione, con il trasferimento di Nobile al carcere di Pisa, avrebbe reso ancora più difficile un periodo già complesso. Madre e figlia, da sempre legate anche sul piano professionale, si sarebbero trovate improvvisamente lontane e con possibilità di contatto inevitabilmente limitate dalle regole della detenzione.
Marchi afferma di non essersi lasciata travolgere dalla disperazione e di non aver fatto uso di sonniferi o psicofarmaci per affrontare le notti in carcere. Stefania Nobile, invece, richiama l’attenzione sulla diffusione di sostanze sedative tra molti detenuti, descrivendola come una realtà presente nelle strutture penitenziarie. Le loro parole restituiscono il peso emotivo della reclusione e della separazione familiare, senza allontanarsi dalla prospettiva personale con cui le due donne hanno scelto di raccontare quegli anni.

Il ritorno a Milano e la sensazione di smarrimento
Una volta tornata in libertà, Wanna Marchi racconta di aver incontrato un’altra difficoltà: riconoscere il mondo esterno dopo un periodo di assenza. Camminando per Milano accanto al marito Francesco, avrebbe avvertito un forte spaesamento di fronte ai cambiamenti della città. L’ex televenditrice osserva che il ritorno alla vita ordinaria non è stato immediato e che la trasformazione del contesto urbano le è apparsa improvvisa.
Nel suo racconto, Marchi associa questa sensazione alla presenza di molti cittadini stranieri nelle strade che ricordava in modo diverso. Si tratta di una percezione personale espressa nell’intervista, legata alla distanza tra la Milano conosciuta prima della detenzione e quella ritrovata dopo la scarcerazione. Il passaggio mette in evidenza il difficile impatto con una realtà che, nel frattempo, era andata avanti e aveva modificato ritmi, volti e abitudini.
Gli impegni di oggi tra pittura, teatro e cucina
Nonostante l’età e le vicende attraversate, Wanna Marchi sostiene di avere ancora numerosi progetti. La pittura occupa uno spazio rilevante tra le sue attività, accanto alle apparizioni in teatro nello spettacolo ideato da Giuseppe Cruciani. L’esperienza teatrale le ha consentito di tornare davanti al pubblico in una forma diversa rispetto a quella che l’aveva resa celebre negli anni delle televendite.
Accanto allo spettacolo, Marchi continua a coltivare la passione per la cucina. Racconta di essere stata ospite in alcuni ristoranti, dove prepara in particolare tortellini fatti in casa. Anche questo aspetto viene presentato come un modo per restare attiva e mantenere un rapporto diretto con le persone, attraverso un’attività concreta e familiare.
Il compleanno condiviso con un amico, che ha organizzato una festa per l’occasione, diventa così il punto di partenza di un nuovo bilancio. Dalla visita di Daniela Santanchè ai ricordi della detenzione, fino alle attività di oggi, l’intervista di Wanna Marchi ricompone una vicenda fatta di passaggi molto diversi tra loro. Il suo racconto prosegue tra memoria del passato e volontà di continuare a costruire una quotidianità dopo gli anni più difficili.