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“Dovrebbe dimettersi”. Tajani, pesante attacco! A dirlo è proprio lei, trema la politica italiana

Antonio Tajani durante un evento politico

“Dovrebbe dimettersi”. Tajani, pesante attacco! A dirlo è proprio lei, trema la politica italiana – L’intervista di Francesca Pascale al Corriere della Sera offre un quadro dettagliato sulla situazione attuale di Forza Italia e sul lascito umano e politico di Silvio Berlusconi. A distanza di tempo dalla morte dell’ex Presidente del Consiglio, una delle persone che gli sono state più vicine nella vita privata interviene con toni particolarmente critici nei confronti dell’attuale gestione del partito, guidato da Antonio Tajani. L’ex compagna del fondatore di Forza Italia arriva a chiedere espressamente che Tajani lasci la guida del partito, ritenendo la sua leadership non all’altezza della storia politica del Cavaliere.

“Dovrebbe dimettersi”. Tajani, pesante attacco! A dirlo è proprio lei, trema la politica italiana

Nel colloquio con il quotidiano, Pascale descrive una forza politica che, a suo giudizio, ha perso identità e capacità di rappresentare l’elettorato moderato per il quale era nata. La sua analisi parte dall’assenza di una figura che possa essere considerata l’erede politico di Berlusconi e si concentra sulle scelte compiute dopo la scomparsa del leader. La critica alla linea tenuta da Tajani è netta: secondo Pascale, l’attuale organizzazione interna di Forza Italia non sarebbe in grado di rinnovarsi né di interpretare il ruolo che il partito aveva nel centrodestra italiano.

L’ex compagna del Cavaliere, pur riconoscendo il valore istituzionale e diplomatico del ministro degli Esteri, sottolinea come la guida politica richieda una capacità di visione e di radicamento nel territorio che, a suo avviso, oggi mancherebbe. Per questo motivo formula un invito diretto alle dimissioni di Tajani, prospettando un cambio profondo nella struttura dirigenziale e nel modo stesso di intendere la leadership di Forza Italia. Il suo intervento riapre così il dibattito interno sul futuro del partito e sulla possibilità di un rinnovamento che parta dall’alto.

La proposta di un ritorno della famiglia Berlusconi ai vertici della formazione politica

Al centro della sua proposta c’è il ritorno della famiglia Berlusconi ai vertici della formazione politica. Pascale chiede apertamente che Marina e Pier Silvio Berlusconi assumano un ruolo attivo nella direzione del partito fondato dal padre, con l’obiettivo di ridarne forma e contenuti. La richiesta non si limita a un coinvolgimento simbolico, ma riguarda una riscrittura profonda delle regole interne, a partire dallo statuto e dalla reintroduzione dei congressi come strumento di partecipazione democratica degli iscritti.

Secondo Francesca Pascale, solo una presenza diretta dei figli di Silvio Berlusconi potrebbe garantire una ripartenza autentica di Forza Italia. In quest’ottica, la convocazione dei congressi viene indicata come passaggio decisivo per restituire voce alla base e ridare legittimazione agli organismi dirigenti. Pascale lega questo percorso a un’idea di partito plurale, capace di confrontarsi con il proprio elettorato e non solo con le logiche di palazzo. La prospettiva, nelle sue parole, è quella di un vero reset che metta in discussione equilibri e posizioni consolidate dopo la scomparsa del fondatore. Nell’intervista emerge anche un riferimento a Mario Draghi, citato da Pascale come figura di grande spessore, pur chiarendo che l’ex Presidente della Banca Centrale Europea avrebbe orizzonti e obiettivi differenti da quelli di una leadership di partito. Questa precisazione consente a Pascale di ribadire come, a suo avviso, il futuro di Forza Italia debba restare legato in maniera diretta alla famiglia Berlusconi, ritenuta l’unica in grado di custodire e rilanciare l’eredità politica del Cavaliere.

Francesca Pascale in barca, fotografia di repertorio

L’eredità politica e il ruolo della famiglia Berlusconi

Il tema dell’eredità politica di Silvio Berlusconi è uno dei fili conduttori del ragionamento di Pascale. L’ex compagna del leader di centrodestra ricostruisce gli anni in cui Forza Italia ha rappresentato una delle principali forze del sistema politico italiano, sottolineando quanto fosse forte e personalistico il legame tra il partito e la figura del suo fondatore. A suo giudizio, dopo la morte del Cavaliere, la struttura del partito non sarebbe riuscita a trasformarsi in un’organizzazione pienamente collettiva, rimanendo in una sorta di limbo identitario. Da qui la convinzione che solo i figli del fondatore possano farsi carico di una fase nuova. Marina Berlusconi, alla guida del gruppo Fininvest e protagonista del mondo imprenditoriale, viene descritta come una figura di riferimento dotata di autorevolezza, esperienza e capacità decisionale. Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, è richiamato come un altro possibile punto di connessione tra il patrimonio politico del padre e il presente. Pascale non nasconde di immaginare per loro un ruolo non soltanto simbolico, ma operativo, in grado di incidere sulla linea politica e sull’organizzazione del partito.

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