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“Dalla Dc a Forza Italia…”. Lutto nella politica italiana, se ne va un punto di riferimento

Veduta di Como in lutto per la scomparsa di Gianmaria Quagelli

“Dalla Dc a Forza Italia…”. Lutto nella politica italiana, se ne va un punto di riferimento – Il suono misurato delle campane, in queste ore, accompagna un dolore diffuso che attraversa Como e i suoi quartieri. In città si percepisce un clima di raccoglimento, quasi sospeso, come accade quando viene a mancare una figura che per lungo tempo ha rappresentato un punto fermo della vita pubblica. Il cordoglio non riguarda soltanto chi lo ha conosciuto personalmente, ma anche chi nel corso degli anni ha beneficiato in modo indiretto del suo impegno costante per la comunità. La sensazione condivisa è quella della perdita di un riferimento, di una presenza discreta ma fondamentale per il tessuto sociale e istituzionale cittadino.

“Dalla Dc a Forza Italia…”. Lutto nella politica italiana, se ne va un punto di riferimento

La scomparsa di Gianmaria Quagelli, avvenuta all’età di 91 anni, segna infatti la chiusura di un capitolo importante per Como. Per decenni, il suo nome è stato legato alla politica locale, alla vita ecclesiale e al mondo del volontariato, ambiti nei quali ha saputo coniugare senso del dovere, fede e attenzione concreta alle persone. Molti, in queste ore, ricordano il suo stile sobrio, la disponibilità all’ascolto e la capacità di trovare punti di incontro anche in momenti politicamente complessi. La notizia del decesso ha rapidamente attraversato i confini della città, suscitando numerose reazioni nel mondo istituzionale, tra gli esponenti dei partiti, all’interno della Chiesa comasca e tra le associazioni che negli anni hanno collaborato con lui. Messaggi di cordoglio sono giunti da ex amministratori, da colleghi di partito e da semplici cittadini che ne hanno apprezzato la presenza costante, sia nella Cattedrale di Como sia nelle sedi comunali. A emergere, nei ricordi di molti, è l’immagine di un uomo rigoroso ma al tempo stesso attento alle esigenze dei più fragili.

In questo contesto di lutto, il volto di Gianmaria Quagelli viene evocato come quello di una figura “di passaggio” tra epoche differenti della storia politica italiana: dagli anni della Democrazia Cristiana al più recente impegno in Forza Italia e nel Popolo delle Libertà. Un percorso che, pur attraversando profondi cambiamenti di scenario, è stato segnato da una continuità di valori ispirati al cattolicesimo democratico e a una visione moderata della convivenza civile.

La scomparsa di un protagonista comasco

La città di Como si unisce nel cordoglio per la morte di Gianmaria Quagelli, considerato da molti un protagonista assoluto della vita cittadina dell’ultimo mezzo secolo. All’età di 91 anni, il politico e volontario comasco si è spento lasciando un’eredità fatta di impegno, presenza costante e servizio silenzioso. La notizia, diffusa nelle scorse ore, ha subito innescato una catena di messaggi di vicinanza alla famiglia e di riconoscimento pubblico per il lavoro svolto lungo tutto l’arco della sua esistenza. Nato e cresciuto a Como, Quagelli ha intrecciato in modo strettissimo la propria biografia con quella del capoluogo lariano. Negli ambienti della politica locale viene ricordato come un amministratore serio, preparato, capace di affrontare con competenza i temi legati allo sviluppo urbano, ai servizi ai cittadini e alla tutela del patrimonio storico e religioso. Nel mondo ecclesiale, la sua figura è invece associata a una fede vissuta in maniera operosa, traducendo convinzioni spirituali in gesti quotidiani di accoglienza e disponibilità.

La sua presenza è stata per anni particolarmente visibile nella Cattedrale di Como, dove ha ricoperto il ruolo di volontario dell’accoglienza, diventando un punto di riferimento per fedeli, turisti e visitatori. A lui si rivolgevano persone in cerca di indicazioni, di una parola gentile o semplicemente di un sorriso che rendesse più familiare un luogo sacro spesso affollato ma non sempre facile da comprendere per chi vi entra per la prima volta. Secondo quanto ricordato da chi ha condiviso con lui questo servizio, Quagelli aveva una conoscenza approfondita della storia del Duomo e della città, che metteva volentieri a disposizione di chi desiderava saperne di più. La dimensione religiosa e quella civile, nella vita di Gianmaria Quagelli, non sono mai rimaste separate. Al contrario, si sono alimentate reciprocamente: da un lato l’attenzione per la liturgia, la preghiera e la comunità parrocchiale, dall’altro l’idea che la partecipazione politica rappresenti una forma concreta di servizio al bene comune. È in questa chiave che molti osservatori spiegano la continuità del suo impegno pubblico, dall’ingresso in consiglio comunale negli anni Ottanta fino ai più recenti mandati sotto diverse sigle del centrodestra.

Ritratto di Gianmaria Quagelli, figura storica della politica comasca

Un lungo cammino tra fede, volontariato e istituzioni

Il rapporto tra Gianmaria Quagelli e la struttura ecclesiale comasca rappresenta uno degli elementi centrali della sua biografia pubblica. Per lunghi anni, la Cattedrale di Como è stata il luogo in cui ha espresso in modo più evidente la propria vocazione al servizio. Come volontario dell’accoglienza, ha contribuito in maniera significativa alla creazione di un clima ospitale all’interno del Duomo, anticipando una sensibilità che oggi è considerata essenziale in molte realtà di culto aperte al turismo internazionale. Secondo le testimonianze raccolte in ambito diocesano, Quagelli fu tra i primi a intuire quanto fosse importante offrire ai visitatori non solo informazioni tecniche, ma anche una presenza capace di trasmettere il valore spirituale del luogo. Il Capitolo della Cattedrale, insieme ai collaboratori e ai numerosi volontari impegnati in questo ambito, ha espresso una gratitudine particolare per il suo contributo, sottolineando come il suo stile sobrio e rispettoso abbia rappresentato per molti un esempio di carità concreta. L’accoglienza, nel suo modo di intenderla, non era una semplice attività organizzativa, ma una forma di testimonianza cristiana. Accanto all’impegno nella Chiesa di Como, la figura di Gianmaria Quagelli si è affermata con forza anche nell’ambito dell’amministrazione comunale. La sua esperienza politica prende avvio negli anni Ottanta, quando viene eletto nelle file della Democrazia Cristiana. In quel periodo, il consiglio comunale si trovava ad affrontare questioni decisive per la trasformazione urbanistica e sociale del capoluogo lariano, tra cui la gestione degli spazi pubblici, il rapporto con il lago e le politiche per i servizi alla persona.

Dopo una fase di pausa dalla politica attiva, il suo percorso amministrativo riprende nei primi anni Duemila, quando decide di rientrare nell’assemblea cittadina sotto l’insegna di Forza Italia, per poi proseguire nel Popolo delle Libertà. Durante i mandati guidati dal sindaco Stefano Bruni, Gianmaria Quagelli diventa una delle voci più ascoltate del centrodestra comasco, noto per il tono misurato degli interventi e per la tendenza a cercare soluzioni condivise anche su temi complessi. Colleghi di maggioranza e di opposizione lo ricordano come un interlocutore capace di mantenere toni istituzionali e rispettosi, pur nelle normali dialettiche politiche.

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