
Crans-Montana, la famiglia di Emanuele rompe il silenzio: “Hanno detto che è morto, ma…”. Shock sul giovane italiano – Nelle ore successive alla grave tragedia avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, il quadro generale resta estremamente pesante: il bilancio ufficiale parla di 47 vittime, come comunicato nella mattinata di venerdì dalla Farnesina, con cinque corpi che non risultano ancora identificati. Le informazioni che riguardano l’incendio esploso nel locale «Le Constellation» continuano a emergere in maniera frammentaria, mentre proseguono le operazioni di riconoscimento delle persone coinvolte.

Crans-Montana, la famiglia di Emanuele rompe il silenzio: “Hanno detto che è morto, ma…”. Shock sul giovane italiano
La complessità delle attività di identificazione è legata soprattutto all’elevato numero di giovani presenti nel locale al momento dei fatti e alle condizioni in cui sono stati rinvenuti alcuni corpi, resi difficilmente riconoscibili dalle gravissime ustioni. In questo contesto, già segnato da un forte dolore collettivo, è emersa la vicenda del diciassettenne italiano Emanuele Galeppini, il cui nome è rapidamente balzato all’attenzione dei media internazionali. Nella serata di giovedì 1° gennaio, infatti, sul sito ufficiale della Federazione Italiana Golf (Fig) è apparso un comunicato che annunciava la morte del ragazzo, presentato come una delle vittime dell’incendio. L’informazione è stata subito ripresa da numerose testate estere, contribuendo ad alimentare ulteriore incertezza intorno all’effettiva sorte del giovane golfista genovese.
«La Federazione Italiana Golf piange la scomparsa di Emanuele Galeppini, giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori», ha scritto la Fig nel comunicato pubblicato online.

La diffusione internazionale della notizia e le prime verifiche
Il messaggio diffuso dalla Federazione Italiana Golf ha avuto un’eco immediata: la presunta morte di Emanuele Galeppini è stata riportata da importanti organi di informazione stranieri, tra cui il Guardian e Sky News, che hanno indicato il giovane come possibile prima vittima italiana accertata della strage di Crans-Montana. In poche ore il suo nome è diventato uno dei simboli della tragedia che ha colpito il locale svizzero nella notte di Capodanno. Parallelamente, però, dalle autorità e dai familiari non arrivava alcuna conferma ufficiale. Le redazioni giornalistiche e le agenzie di stampa hanno quindi iniziato a verificare la fondatezza dell’annuncio, rilevando come la situazione restasse tutt’altro che definita. L’assenza di un riscontro formale da parte degli organismi istituzionali ha evidenziato fin da subito la necessità di attendere gli esiti delle procedure di identificazione in corso.
Secondo quanto riferito, la procedura applicata in casi di incidenti con numerose vittime prevede la raccolta di dati anagrafici, riscontri fisici e successivamente analisi genetiche, con particolare riguardo per i corpi non immediatamente riconoscibili. In questo scenario, ogni comunicazione pubblica sulla sorte delle singole persone deve essere supportata da accertamenti oggettivi, a tutela delle famiglie coinvolte e della correttezza delle informazioni diffuse. La notizia relativa a Emanuele Galeppini, quindi, si è inserita in un contesto generale di forte incertezza, nel quale il lavoro di identificazione svolto dalle autorità locali svizzere, con il supporto delle strutture consolari italiane, risultava ancora in pieno svolgimento.
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