
Italia. Valanga in mattinata, è tragedia: bilancio atroce – Una nuova tragedia in montagna ha colpito le Piccole Dolomiti, riportando drammaticamente l’attenzione sui rischi delle valanghe durante la stagione invernale. Un scialpinista di 50 anni ha perso la vita dopo essere stato travolto da una valanga sul versante vicentino, nel territorio di Recoaro Terme, località molto frequentata da escursionisti e sciatori per i suoi itinerari panoramici ma impegnativi.

Italia. Valanga in mattinata, è tragedia: bilancio atroce
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si trovava lungo un percorso caratterizzato da tratti ripidi e tecnici quando una slavina si è improvvisamente staccata dalla parete sovrastante, sorprendendolo e investendolo in pochi istanti. La massa di neve, pesante e compatta, lo avrebbe trascinato per diversi metri lungo il pendio, causando traumi di notevole gravità e rendendo immediatamente critiche le sue condizioni. L’allarme è stato lanciato da altri presenti in zona che hanno assistito alla scena o si sono accorti della valanga poco dopo il distacco. Sul posto è intervenuto tempestivamente il Soccorso alpino di Recoaro, supportato da un elicottero decollato da Treviso, attrezzato per operare in ambienti impervi e in condizioni meteo complesse. Le operazioni di ricerca e recupero sono risultate difficili a causa della neve instabile e del rischio di nuovi distacchi. Una volta localizzata la vittima, i tecnici del Soccorso alpino hanno proceduto con lo scavo e il disseppellimento, seguendo i protocolli previsti per gli interventi in valanga. Nonostante i soccorritori abbiano messo in atto tutte le manovre di rianimazione disponibili e siano stati impiegati strumenti sanitari avanzati, i gravi traumi riportati dallo scialpinista si sono rivelati purtroppo incompatibili con la vita. Il decesso è stato constatato poco dopo il recupero.

Una dinamica ancora in fase di analisi
La dinamica esatta dell’incidente sulle Piccole Dolomiti è ora al centro degli approfondimenti degli esperti e delle autorità competenti. Saranno valutate la traccia seguita dallo scialpinista, le condizioni del pendio interessato, le caratteristiche del manto nevoso e gli eventuali segnali premonitori di instabilità che avrebbero potuto indicare un pericolo di valanga già nelle ore precedenti. In queste situazioni, i tecnici analizzano diversi fattori: spessore e stratificazione della neve, presenza di strati deboli interni, esposizione del versante, quota, temperatura e vento nei giorni precedenti. Elementi che, combinati, possono determinare un aumento significativo del rischio di distacco, soprattutto in aree già note per la loro complessità come quelle attorno a Recoaro Terme.
Le indagini dovranno inoltre chiarire se lo scialpinista fosse dotato delle principali attrezzature di autosoccorso, come ARTVA, pala e sonda, oggi considerate dispositivi fondamentali per chi pratica fuoripista o itinerari al di fuori delle piste battute. Anche in presenza di tali strumenti, tuttavia, la violenza dell’impatto e la quantità di neve coinvolta possono rendere vano ogni tentativo di salvataggio. Il luogo della tragedia rientra in una delle aree più apprezzate delle Piccole Dolomiti vicentine, dove si alternano percorsi relativamente accessibili ad altri riservati a sciatori esperti, con passaggi esposti e pendii soggetti a distacchi. Gli operatori locali e le guide alpine sottolineano da tempo la necessità di calibrare sempre la difficoltà dell’itinerario alle proprie capacità tecniche e alla reale preparazione fisica.
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