
Crans-Montana, il devastante incendio del locale Le Constellation avvenuto nella notte di Capodanno continua a sollevare interrogativi su sicurezza, controlli e responsabilità. Tra i feriti più gravi c’è Gaetan T., 28 anni, barista del locale, le cui parole pronunciate prima della tragedia stanno assumendo oggi un peso particolare nelle indagini sulla strage che ha causato 40 vittime e numerosi ricoverati in condizioni critiche.
Il giovane lavoratore, rimasto coinvolto nel rogo, è tra coloro che lottano tra la vita e la morte dopo quanto accaduto nel noto club di Crans-Montana, punto di riferimento della movida della località svizzera.
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Incendio Crans-Montana: chi è il barista rimasto gravemente ferito
Gaetan T. è uno dei feriti più gravi del rogo di Le Constellation. Dopo quattro giorni nel centro grandi ustionati di Losanna, il 28enne è stato trasferito in coma in una struttura ospedaliera di Parigi. Le sue condizioni, stando alle informazioni filtrate finora, restano ancora molto critiche. Nei giorni precedenti al Capodanno a Crans-Montana, però, il giovane barista aveva già manifestato forte preoccupazione per la situazione all’interno del locale. Poche settimane prima della notte di San Silvestro, Gaetan aveva infatti contattato il padre, con una telefonata che oggi viene riletta come un elemento chiave per comprendere il contesto in cui maturava l’attività del club.
“Qui non va bene nulla“. È una frase semplice, pronunciata quasi come uno sfogo, ma oggi suona come un presagio che pesa quanto un atto d’accusa. A dirla è stato Gaetan T., 28 anni, giovane barista del locale Le Constellation, una delle persone rimaste ferite nel devastante incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana. Un rogo che ha già causato 40 morti e che continua a tenere col fiato sospeso per le condizioni gravissime di altri ragazzi e ragazze ancora ricoverati tra la vita e la morte.
Secondo il racconto del padre, quella chiamata non era un contatto di routine ma un confronto carico di allarme, durante il quale il ragazzo avrebbe descritto un quadro interno fatto di carenze organizzative e presunti problemi di gestione.
Crans-Montana, il racconto del padre: “Mio figlio voleva tornare a casa”
Il padre di Gaetan ha riferito alla stampa che il figlio lo aveva chiamato poco prima di Natale per esprimere chiaramente il desiderio di interrompere il lavoro nel locale di Crans-Montana.
“Mio figlio Gaetan mi ha chiamato una settimana prima di Natale. Mi ha detto: ‘Papà, torno a casa, qui non va bene nulla. Non mi aspettavo una situazione del genere, ci sono molte carenze’. Si riferiva in particolare a ragazzi molto giovani che frequentavano il locale, alla mancanza di controlli“.
Parole che, alla luce del grave incendio di Capodanno, vengono ora acquisite dagli inquirenti come elemento utile a delineare il contesto gestionale del club. Il locale, frequentato da moltissimi giovani, viene descritto da più testimonianze come un ambiente con regole poco chiare e controlli ridotti, soprattutto per quanto riguarda l’accesso di minorenni e il rispetto dei limiti di capienza.
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