
Terremoto fortissimo in Italia, la situazione: parla la Protezione Civile – Una scossa di terremoto ha interessato nelle prime ore del mattino l’area dello Jonio, provocando un risveglio improvviso in diverse zone della Calabria e della Sicilia. Il movimento tellurico, registrato pochi minuti prima delle sei, è stato percepito in maniera netta da migliaia di cittadini lungo la costa e nell’entroterra, con letti che hanno oscillato per alcuni istanti, vetri che hanno tremato e lampadari che hanno iniziato a muoversi. In molti hanno riferito un rumore sordo, unito a una vibrazione breve ma intensa, sufficiente a interrompere il sonno e a spingere tanti ad affacciarsi alle finestre o a scendere in strada.

Terremoto fortissimo in Italia, la situazione: parla la Protezione Civile
La scossa nello Ionio è stata avvertita con particolare chiarezza a Reggio Calabria, dove numerose persone hanno segnalato oscillazioni degli arredi domestici e una percezione immediata del movimento del suolo. Anche sull’altra sponda dello Stretto, a Messina, sono stati registrati risvegli improvvisi, con cittadini che hanno raccontato di aver sentito la casa vibrare per qualche secondo prima che tutto tornasse alla normalità. La durata contenuta dell’evento non ha lasciato il tempo a molti di rendersi subito conto di quanto stava accadendo, ma ha comunque creato una diffusa sensazione di allerta. Subito dopo il terremoto nello Ionio, le comunicazioni telefoniche e le chat sui dispositivi mobili hanno iniziato a riempirsi di messaggi, domande e segnalazioni. Sui social network sono comparse, nell’arco di pochi minuti, numerose testimonianze dirette di chi aveva appena avvertito la scossa, accompagnate da richieste di conferma e da primi riferimenti all’epicentro e alla possibile magnitudo. In parallelo, le sale operative e i centri di monitoraggio hanno iniziato a elaborare i dati strumentali per fornire un quadro più preciso dell’evento sismico.
Nonostante l’intensità percepita da una parte della popolazione, al momento non risultano danni segnalati né criticità particolari sul territorio. Il fenomeno, pur avvertito con chiarezza in diverse località dello Stretto, si inserisce infatti nella consueta attività sismica che caratterizza la regione ionica, area geologicamente complessa e da sempre monitorata con attenzione dagli istituti competenti.


Dati ufficiali: magnitudo, profondità ed epicentro in mare
Secondo le informazioni diffuse dagli istituti di riferimento, in particolare dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), il terremoto è stato registrato alle ore 05:53 con una magnitudo 5.1. Si tratta di un valore significativo, soprattutto in considerazione dell’estensione dell’area in cui la scossa è stata percepita, ma mitigato da una profondità non superficiale e dalla collocazione in mare aperto. I primi dati hanno confermato che l’evento è riconducibile alla nota dinamica sismica dell’arco ionico. L’epicentro del sisma è stato individuato in mare, al largo della costa ionica, a una profondità di circa 65 chilometri. Questa configurazione, che rientra nelle cosiddette scosse intermedie o profonde, tende generalmente ad attenuare gli effetti distruttivi al suolo rispetto a un evento con ipocentro molto superficiale. La distanza dalla costa e la profondità hanno quindi contribuito a limitare le conseguenze materiali, pur consentendo alla vibrazione di propagarsi su un’area piuttosto vasta.
La scossa nello Ionio è stata infatti percepita non solo a Reggio Calabria e Messina, ma anche in diversi centri della Sicilia orientale e della fascia jonica calabrese. Segnalazioni sono giunte da comuni costieri e da aree interne, a conferma di una propagazione che ha attraversato lo Stretto di Messina con una certa efficacia. Pur in assenza di scene di panico generalizzato, molti cittadini hanno raccontato di aver avuto un’immediata sensazione di instabilità, soprattutto ai piani alti degli edifici. Gli esperti sottolineano che l’area ionica è storicamente soggetta a fenomeni sismici, sia di tipo profondo che superficiale, legati all’interazione tra la placca africana e quella euroasiatica. Questo assetto geodinamico rende frequenti gli eventi di magnitudo medio-alta, che vengono costantemente registrati e analizzati dagli strumenti di monitoraggio. Le reti sismiche operative sul territorio hanno consentito una rapida definizione dei parametri principali dell’evento, successivamente comunicati alle autorità competenti.
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