
Alle 06:03 di sabato 24 gennaio 2026 è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 in Sicilia, con epicentro localizzato circa 5 chilometri a nord di Sclafani Bagni, in provincia di Palermo. L’evento sismico è stato rilevato a una profondità di circa 9 chilometri, una quota che rientra nei parametri tipici dei fenomeni considerati di bassa intensità. Nonostante la scossa sia catalogata come lieve, può comunque essere avvertita dalla popolazione che risiede nelle aree più prossime all’epicentro.

La scossa delle 06:03 e la percezione da parte della popolazione
La scossa delle 6 del mattino ha interessato una zona collinare dell’entroterra palermitano, caratterizzata da piccoli centri abitati e da un tessuto urbano costituito in gran parte da edifici residenziali, molte volte di costruzione non recente. In situazioni come questa, la vibrazione del terreno può essere percepita soprattutto da chi si trova ai piani alti delle abitazioni o in condizioni di quiete, per esempio ancora a letto o in ambienti silenziosi. Il fenomeno è stato descritto come un leggero tremore, seguito da una sensazione di vibrazione tipica dei terremoti di questa magnitudo.
Magnitudo 3.0: cosa indica e quali effetti produce
Secondo la classificazione comunemente adottata in sismologia, una magnitudo 3.0 rientra nella fascia dei terremoti deboli, che raramente provocano danni alle strutture, ma che possono comunque essere chiaramente percepiti da chi si trova nelle vicinanze dell’epicentro. La profondità ipocentrale di circa 9 chilometri contribuisce a limitare gli effetti in superficie, mantenendo la scossa entro un raggio relativamente contenuto e senza generare panico diffuso.
Le prime verifiche effettuate dopo l’evento indicano che non risultano danni a edifici, infrastrutture o reti di servizio. Non sono state segnalate interruzioni della viabilità principale né problemi rilevanti legati a reti idriche, elettriche o di comunicazione. Le autorità locali e gli organismi di monitoraggio hanno comunque proseguito le osservazioni nelle ore successive per escludere eventuali criticità residue e per verificare la presenza di eventuali repliche di bassa intensità.
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