
La scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana devastato dall’incendio della notte di Capodanno, ha provocato una reazione immediata e durissima. La decisione del Tribunale delle misure coercitive di Sion, arrivata a due settimane dall’arresto e dopo il pagamento di una cauzione da 200mila franchi svizzeri, ha sollevato forti critiche sia in Italia sia tra i familiari delle vittime della tragedia che ha causato morti e feriti gravi.

Perché Jacques Moretti è stato scarcerato
Jacques Moretti è tornato in libertà dopo che un soggetto terzo ha versato la cauzione stabilita dal tribunale svizzero. La decisione si basa su una nuova valutazione del rischio di fuga, ritenuto non più tale da giustificare la detenzione preventiva. L’imprenditore resta comunque indagato, insieme alla moglie Jessica Maric, per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo in relazione all’incendio scoppiato all’interno del locale.
Moretti dovrà ora rispettare una serie di misure cautelari alternative, le stesse già applicate alla moglie, che prevedono limitazioni precise alla libertà personale e l’obbligo di collaborare con le autorità inquirenti svizzere.
La reazione delle famiglie delle vittime: “Decisione inaccettabile”
La notizia della scarcerazione ha colpito duramente i familiari delle vittime. A parlare è stato anche Alessandro Vaccaro, avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini, uno dei ragazzi deceduti. “Non abbiamo commentato l’arresto, ma la scarcerazione dopo pochi giorni su una cauzione versata da un soggetto terzo ci lascia interdetti”, ha dichiarato, sottolineando come il richiamo alla presunzione di innocenza non possa escludere una riflessione più ampia sulle norme applicate.
Secondo il legale, il caso evidenzia criticità che dovrebbero essere affrontate a livello normativo, perché situazioni di questo tipo rischiano di apparire incomprensibili agli occhi delle famiglie coinvolte.