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“Una vera vergogna!”. Attacco durissimo a Giorgia Meloni: cosa succede

Minneapolis, agenti ICE durante un controllo: il caso delle minacce alla troupe Rai

Le reazioni politiche in Italia sono arrivate a poche ore dalla diffusione di un filmato che documenta un episodio avvenuto negli Stati Uniti: due giornalisti della Rai, impegnati in una ripresa sul campo, vengono minacciati da un agente dell’ICE. L’accaduto ha subito assunto rilievo istituzionale, con le opposizioni che chiedono una presa di posizione netta del governo guidato da Giorgia Meloni.

Il video, rilanciato sui social e ripreso da diverse testate, mostra una situazione di forte tensione: la troupe si qualifica come stampa, ma l’interlocuzione con le forze federali degenera in un avvertimento esplicito. Per le minoranze parlamentari non si tratta di un contrattempo operativo, bensì di un episodio che coinvolge direttamente la libertà di stampa e la tutela dei cronisti italiani all’estero.

Al centro delle critiche c’è soprattutto il mancato intervento pubblico della presidente del Consiglio. I partiti di opposizione leggono il silenzio dell’esecutivo come un segnale politicamente rilevante, anche in relazione ai rapporti con l’amministrazione americana guidata da Donald Trump e al clima di crescente durezza nelle operazioni di controllo sull’immigrazione.

Nel dibattito politico si intrecciano due piani: da un lato la richiesta di una protesta formale per un fatto ritenuto grave, dall’altro il tema più ampio delle condizioni in cui i giornalisti svolgono il proprio lavoro durante operazioni di polizia o attività federali. La vicenda, dunque, non resta confinata alla cronaca, ma si trasforma in un confronto tra maggioranza e opposizione su garanzie e responsabilità istituzionali.

Troupe Rai e operazioni ICE: l'episodio di Minneapolis diventa un caso politico

L’attacco delle opposizioni a Giorgia Meloni

Tra i primi interventi spicca quello di Barbara Floridia, deputata del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Vigilanza Rai. Floridia definisce l’episodio «un fatto gravissimo e sconcertante» e sostiene che non riguardi soltanto i professionisti coinvolti, ma l’intero Paese. La richiesta rivolta al governo è chiara: una reazione immediata e pubblica, ritenuta necessaria per difendere il diritto di cronaca.

Nelle sue dichiarazioni, Floridia insiste sul fatto che la mancata risposta dell’esecutivo rischierebbe di essere letta come un’assenza di tutela nei confronti di giornalisti italiani impegnati all’estero, soprattutto in contesti delicati. Il punto sollevato è istituzionale: quando viene contestato o minacciato l’esercizio della professione giornalistica, secondo la deputata, è dovere del governo intervenire con fermezza.

Ancora più duro il commento di Nicola Fratoianni, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che collega l’episodio a un quadro più ampio di tensioni e intimidazioni. Fratoianni accusa l’esecutivo di immobilismo e attacca direttamente la presidente del Consiglio per non essersi esposta. Nel suo intervento usa parole nette: «Sta zitta, questa vigliaccheria è una vera e propria vergogna».

Secondo Fratoianni, le immagini non lasciano spazio a minimizzazioni, perché nel video la troupe si presenta come stampa e chiede di poter proseguire il lavoro. L’opposizione, in questa fase, mira a ottenere un pronunciamento ufficiale e a portare la questione sul terreno della responsabilità politica.

La posizione del Partito democratico

Sul tema interviene anche il Partito democratico attraverso il responsabile Esteri Peppe Provenzano. Il deputato esprime «vicinanza e solidarietà» ai due giornalisti e sollecita una protesta formale del governo italiano. Il punto, nelle parole del Pd, riguarda non solo l’episodio specifico, ma la necessità di capire quali strumenti diplomatici e di tutela siano attivabili in situazioni analoghe.

Provenzano richiama inoltre il contesto in cui opera l’ICE, chiedendo chiarimenti su come l’Italia intenda garantire sicurezza e protezione a cittadini che lavorano o vivono in aree interessate da operazioni federali. Nelle sue dichiarazioni parla di un ambiente segnato da intimidazioni e violenze e descrive un’America che appare «ridotta al caos» dalle politiche dell’amministrazione Trump. Il Pd sottolinea che la questione non riguarda soltanto un incidente di percorso durante una ripresa, ma il principio generale di poter documentare fatti di interesse pubblico senza subire pressioni o minacce.

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