
Per Patrizia e Antonio, genitori del piccolo Domenico, è arrivata una comunicazione che cambia definitivamente il quadro clinico: dopo un consulto tra specialisti di strutture italiane impegnate nei trapianti di cuore pediatrico, è stata indicata l’incompatibilità delle condizioni del bambino con un nuovo intervento. La valutazione è stata collegiale e ha coinvolto esperti considerati tra i principali nel settore.
La madre è rimasta accanto al figlio per l’intera giornata, sia prima sia dopo la visita, attendendo all’esterno del reparto durante il confronto tra cardiologi per evitare possibili ripercussioni sul bambino. A riferire quanto vissuto dalla donna è l’avvocato di famiglia Francesco Petruzzi: “La mamma è rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà, glielo ha detto questo team di medici che sono i maggiori esperti di tutta Italia, non abbiamo motivo di contraddirli”.
Nel frattempo, la vicenda prosegue anche sul piano giudiziario, con accertamenti in corso su trasporto e conservazione dell’organo. Al centro della cronaca restano le condizioni del piccolo Domenico e l’attesa della famiglia, tra comunicazioni mediche e verifiche investigative.

Bimbo col cuore bruciato: il dramma in famiglia e gli altri due figli
Fino a poche ore prima del consulto, Patrizia aveva ribadito la volontà di continuare a lottare insieme al figlio: “È mio figlio a darmi la forza, io devo combattere per lui che lotta con le unghie e per i denti”. Allo stesso tempo, aveva riconosciuto la paura di un possibile peggioramento: “Io dentro di me lo so che possono arrivare ma una mamma non è mai preparata; so bene però che può succedere”.
Il padre, Antonio, avrebbe scelto una posizione più riservata. “Mio marito è molto provato, non si fa vedere perchè ha un carattere molto diverso dal mio”, aveva spiegato la donna. La coppia ha altri due figli, di 5 e 11 anni, e Patrizia aveva chiarito: “Ma a loro di tutto questo non abbiamo detto nulla, vogliamo tutelarli e facciamo il possibile per farlo”.

Le condizioni del piccolo Domenico e le parole della madre
In questi giorni la madre ha descritto il figlio e il rapporto costruito con lui, spiegando: “Lui è il mio piccolo guerriero – ha ripetuto in questi giorni Patrizia – è un bambino socievole, con tanta voglia di vivere, dolce e bellissimo: lo era anche prima dell’intervento, ora ancora di più”.
Patrizia aveva anche ricordato la vita quotidiana precedente al ricovero e alle cure: “Prima del trapianto faceva la vita di tutti i bambini: stavamo sempre insieme, a causa della sua malattia, una cardiopatia dilatativa, non poteva correre ma io cercavo di fargli fare una vita normale, pur con tutte le terapie che doveva seguire”. E aveva aggiunto: “Sogno i suoi baci, i suoi abbracci; mi manca molto la sua voce. Mi metto vicino a lui così lui sente che sono li’, lui sente il mio odore”.
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