
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 ha totalizzato 9,6 milioni di spettatori con uno share del 58%. Un esordio solido, ma inferiore rispetto ai numeri record dell’anno precedente, quando l’apertura aveva superato i 12,6 milioni e raggiunto il 65% di share. In termini assoluti, il calo è di circa tre milioni di telespettatori.

Il confronto con il 2025 e il contesto
Il confronto con il 2025 è immediato: l’esordio della scorsa edizione aveva superato 12,6 milioni di telespettatori e aveva toccato il 65% di share, uno dei picchi più alti registrati negli ultimi anni. In termini assoluti, la flessione è di circa tre milioni di persone davanti allo schermo.
Per Carlo Conti, tornato alla conduzione, il dato rappresenta un avvio solido e in linea con una soglia di attenzione che resta altissima per il prime time italiano. Tuttavia, il paragone con le edizioni guidate da Amadeus mette in evidenza un ridimensionamento dei numeri complessivi, con un ritorno su valori più vicini alla media storica del Festival.
Alla vigilia, il calo era stato considerato plausibile anche per ragioni di contesto. L’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, aveva invitato alla prudenza ricordando che il Festival partiva più tardi rispetto al consueto e in un panorama televisivo più competitivo, tra nuovi programmi e la concorrenza di eventi sportivi come il calcio.
Il Festival resta un appuntamento dominante
Nonostante la diminuzione di pubblico rispetto al 2025, il 58% di share conferma la posizione del Festival come appuntamento dominante nel prime time. In termini di quota, significa che più di un telespettatore su due, tra chi aveva la televisione accesa in quella fascia, stava seguendo la kermesse.
Il dato sintetizza un aspetto strutturale: la prima serata di Sanremo continua a essere un evento capace di concentrare l’attenzione del pubblico generalista, mantenendo una leadership netta rispetto agli altri programmi in onda nello stesso orario.