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Tram deragliato, la scoperta da brividi sull’incidente: ecco cos’è successo

 Tram deragliato a Milano, come funzionano il tasto «uomo morto» e sensore anticollisione: indagine sui sistemi di sicurezza falliti

Un venerdì qualunque, trasformato in tragedia sulle rotaie di Milano. Un tram all’avanguardia, dotato dei più sofisticati sistemi di sicurezza, si è schiantato provocando due morti e una cinquantina di feriti. Tutti i meccanismi pensati per evitare incidenti, dal commutatore di velocità ai sensori anticollisione, sembrerebbero aver fallito nel momento cruciale. Rimane da capire come sia potuto accadere che il cuore tecnologico del tram non abbia reagito, lasciando la città a interrogarsi sul destino e sul caso.

 Tram deragliato a Milano, come funzionano il tasto «uomo morto» e sensore anticollisione: indagine sui sistemi di sicurezza falliti

Il sistema dell’uomo morto e il malore del conducente

Il pulsante dell’uomo morto è uno dei sistemi più antichi e allo stesso tempo essenziali dei mezzi su rotaia. Progettato per scattare se il conducente non preme il tasto ogni 2,5 secondi, avrebbe dovuto arrestare il tram in caso di malore. In questa vicenda, però, il 61enne Pietro M., autista esperto e in Atm dal 1991, è stato colpito da un malore prima di poter attivare lo scambio dei binari e fermare il tram. Nonostante il dispositivo fosse attivo, la frenata automatica non si è innescata, e l’allarme alla control room non risulta essere partito. Come riporta Il Corriere, la causa di questo mancato intervento resta ancora da chiarire.

 Tram deragliato a Milano, come funzionano il tasto «uomo morto» e sensore anticollisione: indagine sui sistemi di sicurezza falliti

I sistemi di sicurezza elettronici: cosa non ha funzionato

Il tram di ultima generazione dispone di sensori anticollisione, controllo elettronico della velocità e frenatura intelligente. Il commutatore di velocità, simile alla cloche di un aereo, avrebbe dovuto rilevare l’assenza di pressione costante e fermare il mezzo. In teoria, questi dispositivi dovevano lavorare in sinergia con l’uomo morto, ma la sequenza di eventi ha mostrato un vuoto di reazione: nessun rallentamento prima dello scambio, nessuna attivazione automatica dei freni. Solo l’analisi della scatola nera e delle telecamere di bordo potrà determinare se i sistemi abbiano avuto la possibilità di intervenire e se siano stati influenzati da fattori esterni come la posizione dei binari o il peso del convoglio.

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