
Prosegue l’attenzione sul caso della cosiddetta famiglia nel bosco, che riguarda Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia che viveva isolata in Abruzzo e oggi coinvolta in un procedimento relativo ai loro tre figli. Il punto centrale resta la posizione dei minori e le misure adottate per la loro tutela.
In base a quanto riportato da Repubblica, la situazione familiare sarebbe cambiata anche nella quotidianità: Nathan non vivrebbe più con la moglie e trascorrerebbe le giornate nella Casetta di Nonna Gemma, una piccola abitazione in cui pagherebbe l’affitto, condividendo gli spazi con la sorella di Catherine, la madre di lei e il nipote. Pur nella separazione, l’uomo continuerebbe a difendere il rapporto con Catherine e, parlando con un amico, avrebbe detto: “L’amore tra noi due non può essere toccato da nessuno”.

Famiglia nel bosco: la posizione sui bambini e l’intervento della garante per l’infanzia Abruzzo
I tre figli della coppia sono l’aspetto più delicato dell’intera vicenda. Secondo la ricostruzione riferita, Nathan avrebbe manifestato in più occasioni difficoltà nel comprendere le reazioni esterne verso la famiglia, arrivando a chiedere a Catherine: “Perché tutti ce l’hanno con te e con me no?”.
Dallo stesso racconto emerge che, nel tempo, l’uomo avrebbe accettato il carattere deciso della moglie, ma che i contrasti con l’assistente sociale e alcune critiche pubbliche rivolte ai giudici, definiti “ignoranti”, avrebbero contribuito ad aumentare la tensione. In un passaggio, Nathan avrebbe posto un ultimatum: “Basta, adesso o fai come dico io o mi riprendo da solo i nostri figli”.

Garante infanzia Abruzzo: chiarimento su adozione e misure temporanee
Sulla vicenda è intervenuta con una nota ufficiale la Garante per l’Infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, fornendo precisazioni in merito alle misure che riguardano i minori.
“In relazione alle notizie circolate sulla vicenda dei minori appartenenti alla cosiddetta ‘famiglia nel bosco’, ritengo necessario fornire alcuni chiarimenti. Allo stato attuale non esiste alcun rischio di adozione dei bambini e il provvedimento adottato non ha mai previsto la separazione definitiva dei minori dalla loro famiglia. Si tratta di misure temporanee di tutela, disposte esclusivamente nell’interesse dei minori”.
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