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“Per favore no…”. Enrica Bonaccorti, la sua ultima richiesta: sapeva di andare incontro alla fine e ha voluto così

Enrica Bonaccorti

Enrica Bonaccorti è morta a 76 anni. La conduttrice televisiva e radiofonica, attrice e autrice, è stata colpita da un tumore al pancreas contro cui combatteva da tempo e che, negli ultimi mesi, aveva inciso in modo significativo sulle sue condizioni di salute. Secondo quanto riferito in più occasioni dalla stessa Bonaccorti, la scoperta della malattia risaliva a meno di un anno prima della scomparsa. In una fase iniziale aveva scelto di affrontare il percorso di cure senza esporsi pubblicamente, mantenendo il riserbo e allontanandosi dai riflettori.

Solo in seguito, dopo mesi di silenzio, aveva deciso di spiegare le ragioni della sua assenza e di condividere con il pubblico e con persone a lei vicine ciò che stava vivendo. “La prima pulsione a scrivere è stata per scusarmi con tutte le persone con cui ero scomparsa. Non solo il pubblico, ma anche tanti amici. Non sono disperata, non ho neanche tante speranze, le cure che faccio sono pesanti ma sto reagendo bene. Ho una bella, beh insomma bella, parrucchetta in testa”.

Quelle parole avevano delineato con chiarezza il contesto: la volontà di informare senza drammatizzare, raccontando al tempo stesso la fatica delle terapie, la reazione alle cure e l’impatto quotidiano della malattia. Il suo racconto aveva avuto ampia risonanza anche perché arrivato dopo un periodo in cui la sua presenza pubblica si era ridotta in modo evidente.

Enrica Bonaccorti in un'immagine recente

Dopo il primo messaggio pubblico, Enrica Bonaccorti aveva iniziato a raccontare con maggiore continuità l’evoluzione della malattia, rilasciando interviste e partecipando a trasmissioni televisive di grande seguito. In questa fase aveva aggiornato il pubblico sulle cure e sulle difficoltà legate ai cicli terapeutici, mantenendo un tono concreto e misurato.

Tra i programmi in cui era intervenuta figuravano Domenica In, La Volta Buona e, in modo particolare, Verissimo. Proprio in quest’ultimo contesto, nello studio condotto da Silvia Toffanin, aveva riferito che il quadro clinico non stava evolvendo nella direzione auspicata e che si era resa necessaria la ripresa delle terapie.

Enrica Bonaccorti con la figlia in una foto

Nell’intervista televisiva andata in onda il 25 gennaio, Bonaccorti aveva descritto in modo diretto l’altalena di giornate migliori e peggiori, soffermandosi anche sul rapporto con l’attenzione mediatica. “Speravo di stare meglio, invece ho ripreso a fare le chemio perché non era cambiato granché. A volte sto bene, altri giorni non sto bene. Bisogna andare avanti così. Io mi imbarazzo, vergogno, per tutta l’attenzione che ricevo”.

Il contenuto di quelle dichiarazioni aveva evidenziato due aspetti: da un lato la continuità delle cure e la complessità del percorso terapeutico; dall’altro la scelta personale di non trasformare la malattia in un elemento di spettacolarizzazione, pur accettando di rispondere alle domande e di aggiornare chi la seguiva da anni. (Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva…)

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