
Il giornalismo romano e la redazione di Repubblica sono in lutto per la morte di Laura Mari, giornalista scomparsa domenica scorsa a soli 43 anni. La notizia, diffusa nel rispetto di un riserbo mantenuto fino all’ultimo, ha colpito colleghi e lettori che negli anni ne hanno apprezzato il lavoro e la discrezione.
Laura Mari ha attraversato circa vent’anni di vita del quotidiano, distinguendosi per una presenza costante e affidabile nei momenti più intensi del lavoro redazionale. Chi l’ha conosciuta descrive una professionista riservata, ma determinata, capace di unire rigore e sensibilità senza mai cercare visibilità personale.
Il suo percorso professionale è stato segnato da difficoltà importanti, affrontate con continuità e con un forte attaccamento al mestiere. Nonostante le limitazioni imposte dalla salute, la giornalista ha continuato a lavorare, riorganizzando tempi e modalità operative pur di restare attiva.

Gli inizi a Roma e il lavoro al desk
L’ingresso di Laura Mari nella redazione romana risale al 2004, quando era poco più che ventenne. Fin dai primi mesi, secondo quanto ricostruito da chi lavorava con lei, si mise in evidenza per rapidità di apprendimento e per la capacità di muoversi con naturalezza in un contesto redazionale in piena trasformazione.
In quegli anni, la gestione del sito web stava diventando un passaggio decisivo per i quotidiani. Laura Mari fu tra le figure più giovani che si dedicarono con continuità agli strumenti digitali, contribuendo all’organizzazione del flusso di pubblicazione e alla costruzione di una routine operativa che univa carta e online.
Il suo ruolo al desk, vicino al tavolo decisionale su titoli e impaginazione, richiedeva precisione e rapidità. In quel contesto dimostrò una maturità professionale considerata insolita per l’età. Tra gli episodi ricordati, quello del giorno della laurea in Scienze della comunicazione: dopo la discussione della tesi, si presentò comunque in redazione per partecipare alla riunione operativa del pomeriggio.
La malattia e la continuità nel lavoro
La carriera di Laura Mari è stata accompagnata, fin da una fase relativamente precoce, dalla comparsa di una malattia degenerativa. Con il passare degli anni, la patologia ha inciso sulla sua autonomia e sulle energie disponibili, ma non ha interrotto il legame con il lavoro giornalistico.
La redazione le è rimasta accanto con attenzione e affetto, mentre lei ha continuato a mantenere un profilo discreto, senza mai mettere al centro la propria condizione. Tra i dettagli ricordati dai colleghi, la cassettiera sempre aperta con caramelle e dolci, un gesto semplice che contribuiva a creare un clima di condivisione durante le giornate più intense.
Anche nelle fasi più difficili, il rapporto con il giornale non si è mai spezzato. Poche settimane prima della morte, si era recata in redazione per ritirare il catalogo della mostra dedicata ai cinquant’anni di La Repubblica, segno di un legame rimasto forte fino all’ultimo.
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