
Un improvviso malore durante una nuotata, la scomparsa sott’acqua e un intervento immediato che non è riuscito a evitare l’esito più grave. La notizia ha colpito il mondo del cinema e della televisione francese: è morta a 57 anni, l’attrice figura molto nota al pubblico europeo tra anni Novanta e Duemila.
Il decesso è avvenuto dopo una settimana di coma, conseguenza di un incidente in piscina avvenuto a Parigi. La comunicazione ufficiale è arrivata dalle figlie, Cylia e Shana Chasman, che hanno annunciato la perdita in una nota diffusa all’agenzia AFP, sottolineando il dolore privato della famiglia.
L’episodio si è verificato in un impianto sportivo del nono arrondissement di Parigi, in un orario di grande affluenza. In pochi minuti la situazione è precipitata, trasformando un’attività ordinaria in un’emergenza sanitaria che ha richiesto l’intervento dei soccorsi e il trasferimento in ospedale.
La vicenda, oltre al cordoglio per la scomparsa dell’attrice, ha riacceso l’attenzione sull’importanza della rapidità di intervento in caso di incidenti in acqua e sulla necessità di chiarire con precisione la dinamica dei fatti, soprattutto quando l’evento avviene in luoghi pubblici frequentati da numerosi utenti.

Il malore e i soccorsi nell’impianto del nono arrondissement
Secondo quanto ricostruito, l’incidente risale a sabato scorso, intorno a mezzogiorno. Nadia Farès stava nuotando quando, all’improvviso, è scomparsa sott’acqua senza più riemergere. La sua assenza è stata notata poco dopo e la donna è stata individuata sul fondo della piscina, immobile.
A intervenire per primo sarebbe stato un altro nuotatore presente in vasca, che l’ha riportata in superficie. L’attrice era già priva di sensi. Sul posto sono arrivati rapidamente i vigili del fuoco, che hanno avviato le manovre di primo soccorso prima del trasferimento in ambulanza.
La donna è stata condotta d’urgenza all’ospedale Pitié-Salpêtrière, uno dei principali presidi sanitari di Parigi. Qui, dopo la stabilizzazione, è stata ricoverata in condizioni gravissime e mantenuta in coma farmacologico, nella speranza di limitare i danni conseguenti alla prolungata mancanza di ossigenazione.
Nei giorni successivi la situazione clinica è rimasta critica. Dopo circa una settimana di ricovero, è arrivata la notizia della morte, che ha chiuso definitivamente un’attesa segnata dall’incertezza e dalla speranza di un possibile miglioramento.
Le verifiche della procura di Parigi
La procura di Parigi ha aperto un’indagine per accertare le cause dell’accaduto e ricostruire in modo puntuale la sequenza degli eventi. Al momento, secondo quanto emerso, non risultano ipotesi di reato e non sono stati indicati elementi riconducibili a responsabilità penali immediate.
Gli accertamenti puntano a chiarire se l’incidente sia stato determinato da un problema medico improvviso, da una circostanza accidentale o da una combinazione di fattori. In casi di scomparsa sott’acqua, le verifiche includono normalmente l’analisi delle testimonianze, la raccolta di eventuali immagini di videosorveglianza e la valutazione delle condizioni dell’impianto e dei protocolli di sicurezza.
Un punto centrale dell’attività investigativa è la ricostruzione dei minuti che precedono l’immersione fatale: quando l’attrice è stata vista per l’ultima volta cosciente, quanto tempo è rimasta sott’acqua e quali azioni sono state intraprese dai presenti prima dell’arrivo dei soccorritori.
In attesa di ulteriori chiarimenti, le autorità hanno mantenuto un approccio prudente e basato sui riscontri disponibili. L’assenza di segni evidenti di violenza, secondo le informazioni diffuse, ha orientato fin dall’inizio verso una spiegazione non criminale, pur con accertamenti ancora in corso.
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