
A Garlasco, mentre il delitto di Chiara Poggi (13 agosto 2007) è tornato al centro dell’attenzione mediatica, riemerge anche un’altra vicenda rimasta sullo sfondo negli anni: la morte di Giovanni Ferri, avvenuta nel 2010 e archiviata come suicidio, ma ancora oggetto di domande da parte dei familiari.
Il tema è stato ripreso anche in trasmissione, con ricostruzioni e testimonianze legate a circostanze, rilievi e dichiarazioni riportate negli atti.

Garlasco, il caso della morte di Giovanni Ferri
Giovanni Ferri, pensionato di 88 anni, venne trovato morto nel 2010. Il 22 novembre, secondo quanto ricostruito, uscì di casa per la consueta passeggiata, si fermò in un bar per un caffè e poi non fece più ritorno. Circa sei ore dopo venne rinvenuto in un anfratto di via Mulino, a Garlasco, con una ferita alla gola e un taglio a un polso.
La Procura archiviò l’episodio come suicidio. Tuttavia, la moglie, Gabriella Conti, ha riferito in televisione di non aver mai ritenuto convincente quella conclusione, dichiarando di non sentirsi ascoltata in modo adeguato in merito alla personalità del marito e a eventuali segnali pregressi di sofferenza. La donna ha inoltre sostenuto che Giovanni fosse una persona tranquilla e che in casa non mancasse alcun coltello.

I dubbi su dinamica e luogo del ritrovamento
Tra gli elementi che, nel tempo, hanno alimentato perplessità da parte dei familiari vi sono il punto in cui il corpo fu rinvenuto e la modalità delle lesioni riscontrate. Il luogo viene descritto come uno spazio ristretto e non facilmente accessibile, circostanza ritenuta anomala rispetto a un gesto volontario.
Nel racconto emerso nel corso degli anni è stata citata anche la presenza di ferite ai polsi e alla gola, con differenti ricostruzioni in merito all’estensione dei tagli.
La vedova ha inoltre riportato un’ipotesi, mai confermata, secondo cui il marito avrebbe potuto assistere a qualcosa prima di morire. “Forse ha visto qualcosa al bar … uno scambio di soldi”. Il riferimento, in questo caso, è stato collegato a voci su presunti movimenti sospetti e a un contesto di droga nei luoghi frequentati dall’anziano, senza riscontri ufficiali indicati.
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