
Il Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma si è confermato anche quest’anno molto più di una semplice maratona musicale. L’evento promosso da Cgil, Cisl e Uil, tradizionalmente legato ai temi del lavoro e dei diritti sociali, ha alternato esibizioni artistiche, messaggi politici e momenti destinati a far discutere.
L’edizione 2026, dedicata al tema del lavoro dignitoso, è stata aperta da Arisa con un omaggio a Lucio Dalla sulle note di Futura. La cantante, protagonista anche alla conduzione insieme a BigMama e Pierpaolo Spollon, ha inaugurato una lunga giornata seguita in diretta televisiva e sui social.
Ma già dalle prime ore, il palco di piazza San Giovanni è diventato terreno di scontro mediatico. Tra scelte artistiche controverse, dichiarazioni forti e messaggi sociali, il Concertone ha acceso il dibattito ben oltre la musica.

Delia cambia Bella Ciao e scoppia la bufera
Il primo caso della giornata è arrivato con l’esibizione di Delia. La cantante siciliana ha reinterpretato Bella Ciao, sostituendo nel testo la parola “partigiano” con “essere umano”.
Una modifica che ha immediatamente provocato reazioni durissime sui social network. In molti hanno accusato l’artista di aver snaturato uno dei simboli della Resistenza italiana, parlando di scelta inopportuna e revisionismo culturale.
Dal backstage, però, Delia ha difeso con decisione la propria posizione. Secondo la cantante, il cambiamento sarebbe stato pensato per rendere il messaggio universale, collegando il tema della resistenza alle oppressioni contemporanee e ai conflitti internazionali.
Le sue parole non hanno però spento la polemica, che per ore ha dominato il dibattito online.

Piero Pelù attacca guerra e fascismo
Tra gli interventi più forti della serata c’è stato quello di Piero Pelù. Il rocker toscano è salito sul palco con l’energia che da sempre lo contraddistingue, trasformando il live in una presa di posizione politica.
Pelù ha parlato apertamente del conflitto in Medio Oriente, denunciando la situazione del popolo palestinese e chiedendo la liberazione di alcuni attivisti arrestati. Successivamente ha ricordato il disastro di Chernobyl, collegandolo ai rischi sul lavoro e alle responsabilità politiche.
Infine l’affondo contro il fascismo, con parole durissime rivolte a Benito Mussolini. Un passaggio accolto dagli applausi della piazza e che ha confermato la linea storicamente militante dell’artista.
Levante sul palco con la maglietta dedicata a Mattarella
Anche Levante ha scelto di usare il palco per lanciare un messaggio. La cantante si è presentata indossando una t-shirt dedicata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, attirando immediatamente l’attenzione del pubblico e dei fotografi.
Nel suo intervento ha parlato di precarietà lavorativa, responsabilità civile e rispetto per chi svolge i ruoli più faticosi della società. Un discorso centrato proprio sul tema ufficiale dell’evento: garantire dignità al lavoro.
Dopo le parole, Levante si è esibita con alcuni dei suoi brani più noti, unendo riflessione sociale e performance musicale.
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