
Scattano nuovi rincari sui prodotti da fumo in Italia. Da mercoledì 6 maggio entra in vigore un ulteriore aumento dei prezzi di sigarette e sigari, frutto della politica fiscale introdotta dal governo guidato da Giorgia Meloni con l’ultima legge di bilancio.
Si tratta della quinta tranche di aumenti dall’inizio del 2026, a conferma di una strategia che procede per aggiornamenti progressivi e ravvicinati. L’intervento colpisce diversi marchi e comporta un rincaro medio che, per le sigarette, si traduce in pochi centesimi a confezione, ma con un impatto concreto nel tempo per i consumatori abituali.

Quanto aumentano le sigarette: rincari fino a 20 centesimi
Nel dettaglio, i nuovi adeguamenti delle accise porteranno a un incremento di circa 20 centesimi a pacchetto per alcune tipologie di sigarette. L’aumento deriva da un ritocco di circa 10 euro al chilo sull’imposta, che incide direttamente sul prezzo finale al pubblico.
Sono nove le varianti interessate da questo livello di rincaro, tra cui le sigarette Corset (nelle versioni Pink, Lilas, Marine e White) e The King Storm (100s, Ssl e classiche). Per altre varianti, come The King Ssl White e Blue, l’incremento è più contenuto: circa 10 centesimi a pacchetto, corrispondenti a un aumento di 5 euro al chilo sulle accise.
Dopo gli aggiornamenti, il prezzo finale per questi prodotti si colloca in un range compreso tra 5,30 euro e 5,70 euro a confezione.
Sigari ancora più colpiti: aumenti su decine di marchi
Se per le sigarette gli aumenti risultano relativamente contenuti, il discorso cambia per i sigari. Il numero di marchi coinvolti è decisamente più ampio e comprende prodotti di fascia molto diversa tra loro.
Tra i marchi interessati figurano Davidoff, Antico sigaro nostrano del Brenta, Bundle, Zino, Camacho e Plasencia. In questo caso, l’impatto delle accise varia in modo significativo a seconda del tipo di prodotto e del posizionamento sul mercato.
Alcuni esempi rendono chiara la differenza: esistono confezioni da due sigari vendute intorno ai 6 euro, ma anche prodotti di lusso che superano i mille euro per una scatola da dieci pezzi. In questi casi, l’aumento delle accise può incidere in modo molto più rilevante sul prezzo finale.
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