
Nuovo confronto televisivo sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi e sulle più recenti verifiche investigative legate ad Andrea Sempio. Il tema è tornato al centro dell’attenzione durante la trasmissione È Sempre Cartabianca, dove ospiti e giornalisti hanno discusso degli elementi emersi nelle ultime settimane e del peso della narrazione mediatica che continua ad accompagnare il caso.
Nel corso della puntata si è parlato della perizia sul DNA repertato sotto le unghie di Chiara Poggi, del rilievo attribuito alle intercettazioni e del rischio che l’inchiesta venga letta come un nuovo “processo mediatico”. In studio era presente anche Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi.

Il caso Garlasco a Cartabianca: focus su perizia e intercettazioni
Il dibattito si è concentrato soprattutto sul valore degli indizi citati nelle ultime settimane e sull’interpretazione dei risultati tecnici collegati al DNA. Tra i temi ricorrenti anche il ruolo delle intercettazioni e l’esigenza, ribadita da più interventi, di distinguere tra ipotesi accusatorie e prove.


Marco Oliva: intervento sul valore degli elementi legati a Sempio
Tra gli interventi più netti quello del giornalista Marco Oliva, che ha ridimensionato il valore degli elementi emersi contro Sempio: “Un anno fa eravamo partiti dal fatto che ci fosse il dna di Andrea Sempio sulle dita di Chiara, la pistola fumante. Adesso, con la perizia Albani, unico atto in contraddittorio delle parti in questo momento, quel dna è diventato un indizio, perché di affidabile e certo non c’è niente, si è parlato di aplotipo. La stessa Albani dice che non si potrà mai capire né dove né come né quando. Sembra quasi che oggi, tolto o messo da parte quel dna, diventino centrali queste intercettazioni. Non vorrei essere irriverente, ma la famiglia Sempio viene descritta come una famiglia di ‘cretini’ che si tradiscono in continuazione”.
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