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“Scomparso per tre giorni”. Garlasco, la bomba su Andrea Sempio: che cosa è stato scoperto

Nel procedimento sul delitto di Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la difesa di Andrea Sempio sta concentrando le attività su nuovi accertamenti tecnici e consulenze specialistiche. L’obiettivo è predisporre, entro i termini della chiusura delle indagini, una serie di elaborati per contrastare l’impostazione accusatoria della Procura di Pavia, che oggi lo indica come presunto autore del delitto del 2007.

Secondo quanto riportato, nelle ultime settimane Sempio sarebbe stato sottoposto a colloqui, test e questionari psicologici, con registrazioni effettuate anche tramite due telecamere. Tra gli strumenti utilizzati viene indicato il test MMPI (Minnesota Multiphasic Personality Inventory), impiegato per la valutazione della personalità e di aspetti legati alla salute mentale. La seduta, sempre secondo le ricostruzioni, sarebbe durata circa un giorno e mezzo e il 38enne ne sarebbe uscito particolarmente provato.

Andrea Sempio durante gli sviluppi dell'inchiesta sul delitto di Garlasco

Le consulenze della difesa di Andrea Sempio

“Per un giorno e mezzo Andrea Sempio è stato bombardato da una raffica di domande sulla sua vita e le sue pulsioni”, scrive il Corriere della Sera. La squadra difensiva, guidata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, avrebbe lavorato per tre giorni presso i laboratori del centro diagnostico “Genomica”, vicino alla stazione Tiburtina di Roma.

Tra le attività considerate centrali viene indicata la consulenza “personologica”, affidata alla psicologa e psicoterapeuta Valentina Marsella. La finalità, per la difesa, è presentare una lettura alternativa rispetto alle conclusioni attribuite al Racis dei carabinieri, secondo cui Sempio avrebbe “un’innata capacità a mentire”.

I “soliloqui in auto” e la contestazione della lettura dei pm

Uno dei nodi discussi riguarda i cosiddetti soliloqui in auto di Andrea Sempio. Per i pubblici ministeri, tali dialoghi sarebbero indicativi di una conoscenza di particolari legati al caso e verrebbero letti come una forma di confessione implicita, richiamando anche il tema di un presunto video intimo di Chiara Poggi che Sempio avrebbe sempre negato di aver visto.

La difesa, invece, propone una ricostruzione differente. “Commentava un podcast — ha spiegato l’avvvocato Cataliotti — e comunque è sua abitudine ripetere a voce alta discorsi sentiti in tv o letti sui giornali”.

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