
La morte dei cinque sub italiani nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, entra in una fase decisiva: la procura ha disposto le autopsie sui corpi recuperati nell’area delle grotte di Hekunu Kandu. L’obiettivo è ricostruire in modo puntuale le cause del decesso e chiarire cosa sia avvenuto durante l’immersione conclusa in tragedia.
Le prime valutazioni medico-legali orientano l’attenzione sull’anossia, cioè la totale assenza di ossigeno. Resta tuttavia da accertare se la carenza di aria sia conseguenza di annegamento o dell’esaurimento delle scorte nelle bombole, ipotesi compatibile con un’immersione in ambiente chiuso e complesso come un sistema di grotte.
Le vittime sono Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino. I cinque facevano parte della spedizione subacquea terminata con il recupero dei corpi in un’area ritenuta particolarmente impegnativa dal punto di vista tecnico.
Al centro dell’inchiesta ci sono ora diversi elementi: l’esatta dinamica dell’immersione, l’eventuale perdita di orientamento in profondità, le condizioni delle attrezzature e la cornice organizzativa in cui il gruppo si trovava alle Maldive. Le risposte attese dalle autopsie saranno fondamentali per dare un primo quadro certo e verificabile.
