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“Bimbo chiuso in auto sotto il sole”: intervengono i carabinieri e trovano la scena tremenda

In pochi istanti una situazione quotidiana può trasformarsi in un’emergenza che mette alla prova la rapidità dei soccorsi e la capacità di gestione del rischio. Le temperature elevate, unite a un ambiente ristretto come quello di un veicolo chiuso, possono infatti diventare estremamente pericolose, soprattutto quando all’interno si trova un soggetto vulnerabile come un bambino molto piccolo.

È quanto accaduto a Brendola, in provincia di Vicenza, dove un bambino di appena un anno è rimasto accidentalmente chiuso all’interno di un’auto esposta al sole dopo aver attivato la chiusura centralizzata tramite il telecomando. La vicenda si è conclusa positivamente grazie al tempestivo intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco, allertati dalla nonna del piccolo.

Il gesto involontario e l’auto bloccata

Secondo quanto ricostruito, la nonna aveva parcheggiato il veicolo e, per pochi istanti, aveva affidato le chiavi al nipote mentre si preparava a raggiungere l’altro lato dell’auto per aprire la portiera. In quel breve intervallo di tempo, il bambino avrebbe premuto inavvertitamente il pulsante del telecomando, attivando il sistema di chiusura centralizzata.

Il gesto ha provocato il blocco immediato delle portiere e la caduta delle chiavi sul pianale dell’abitacolo, rendendo impossibile l’apertura dall’esterno. Con il veicolo esposto direttamente ai raggi del sole e le temperature in rapido aumento, la situazione è diventata potenzialmente critica in pochi minuti.La nonna ha quindi contattato il 112, dando il via all’intervento dei soccorritori.

L’intervento dei carabinieri e il salvataggio

Sul posto sono arrivati rapidamente i carabinieri di Brendola, che hanno immediatamente avviato le operazioni per mettere in sicurezza il bambino. Gli operatori si sono divisi i compiti per ridurre al minimo i rischi: uno di loro ha lavorato sul finestrino per creare una piccola apertura e favorire la circolazione dell’aria all’interno dell’abitacolo, mentre un altro ha monitorato costantemente le condizioni del piccolo, pronto a intervenire in caso di peggioramento.

La priorità era evitare il surriscaldamento dell’abitacolo e garantire un ricambio d’aria, in attesa dell’arrivo dei rinforzi.

Nel frattempo è stato predisposto anche un possibile intervento d’emergenza con la rottura del vetro posteriore, nel caso in cui le condizioni del bambino fossero mutate rapidamente.

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