
Fotografie, messaggi e audio conservati nei telefoni cellulari sono diventati un elemento centrale per ricostruire un contesto familiare finito sotto la lente della magistratura. È da questo materiale documentale che gli inquirenti stanno delineando gli ultimi mesi di vita della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta il 9 febbraio a Bordighera.
Per la vicenda sono stati arrestati la madre, Emanuela Aiello, e il compagno, Emanuel Iannuzzi, indagati per maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima. L’indagine, coordinata dalla Procura, punta a chiarire responsabilità e dinamiche che avrebbero preceduto il decesso della minore.

Indagine sulla morte di Beatrice: il ruolo della sorella maggiore
Tra i punti riportati negli atti compare il ruolo attribuito alla sorella maggiore, che all’epoca dei fatti aveva nove anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la bambina avrebbe accudito spesso le due sorelline più piccole durante le assenze della madre.
Le comunicazioni acquisite, riportate da Repubblica, descriverebbero una gestione quotidiana che avrebbe imposto alla minore compiti normalmente di competenza adulta: richieste di aiuto, aggiornamenti sulle condizioni di salute delle sorelle e ripetuti tentativi di contattare la madre per segnalare ciò che stava accadendo in casa.
Le parole attribuite dalla pm a Iannuzzi, rivolte alla sorellina di Beatrice, sono agghiaccianti: «Vai a dormire e non rompere i c., ora me la porto via la mamma, non torna più». «Madonna che bella foto, che faccia da c. che c’ha tua sorella. Non la lanci dalla finestra?». «Oh ma perché non ti trovi il fidanzato così non rompi più i c. la mattina e la sera». «Sta pezza di m., speriamo che si sveglia tra sei mesi».
Stando alla richiesta di misura cautelare, in alcuni periodi le tre bambine sarebbero rimaste sole per diverse ore e, in alcune circostanze, anche per tempi più lunghi. Questo elemento rientra tra i passaggi ritenuti centrali nell’inchiesta.

Procura e contestazioni: foto, messaggi e registrazioni
Gli accertamenti svolti dagli investigatori hanno portato a raccogliere materiale ritenuto rilevante: fotografie, conversazioni e registrazioni audio. Secondo l’impostazione accusatoria, questi elementi contribuirebbero a delineare un contesto di presunti maltrattamenti e di gestione non adeguata delle esigenze delle minori.
In particolare, le immagini allegate agli atti mostrerebbero la piccola Beatrice con segni e lesioni in varie parti del corpo. Proprio tali fotografie sono oggetto di valutazione da parte della Procura, che le considera significative ai fini della ricostruzione dei fatti.
La morte della bambina, avvenuta a febbraio, ha dato impulso a un approfondimento investigativo che ha portato all’emissione delle misure cautelari nei confronti della madre e del compagno.
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