
Una dichiarazione destinata a far discutere scuote il fronte della sicurezza internazionale. Donald Trump ha annunciato l’uccisione di Niño Guerrero, indicato come il leader dell’organizzazione Tren de Aragua. Il presidente degli Stati Uniti non ha precisato dove sarebbe avvenuta l’operazione, ma ha descritto l’intervento come “un attacco cinetico rapido e letale per giustiziare con successo Niño Guerrero, il famigerato leader di Tren De Aragua”.
L’annuncio si inserisce nel quadro delle iniziative statunitensi contro la criminalità organizzata transnazionale e le reti ritenute responsabili di attività violente oltreconfine, con possibili ripercussioni sui rapporti diplomatici e sulle strategie di contrasto ai cartelli.

Annuncio della Casa Bianca e operazione contro Tren de Aragua
Nella comunicazione attribuita al presidente, la morte di Guerrero viene presentata come un passaggio chiave nella linea di fermezza adottata dall’amministrazione. Trump, senza fornire dettagli operativi su luogo e modalità, ha collegato l’azione a una più ampia offensiva contro gruppi criminali attivi dentro e fuori gli Stati Uniti.
Secondo quanto riportato, Guerrero era da tempo nel mirino delle autorità giudiziarie statunitensi: la Procura degli Stati Uniti per il Distretto Meridionale di New York lo aveva accusato di aver ordinato, diretto e favorito atti di terrorismo sul territorio americano.

Coordinamento con il Venezuela: le parole di Trump
Nel messaggio, Trump ha rivendicato un lavoro congiunto con interlocutori venezuelani. Il presidente ha dichiarato che “questa azione è stata coordinata strettamente con i nostri amici in Venezuela, con i quali stiamo collaborando molto bene”.
La stessa dichiarazione sottolinea la volontà di ridurre gli spazi di fuga per i vertici del gruppo: “I terroristi di Tren de Aragua non hanno più rifugio sicuro in Venezuela o altrove e, sotto la mai guida, troveremo questi spietati assassini e signori della droga ovunque e in qualsiasi momento. Li spediremo all’inferno, dove meritano di stare”, ha scritto Trump sul social Truth.
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