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“Abbiamo ucciso proprio lui”. L’annuncio di Trump: crolla tutto

Polemica sul confine meridionale e attacco a Joe Biden

Nel suo intervento, Trump ha collegato l’operazione anche alla gestione dei confini e alla sicurezza interna, attaccando la precedente amministrazione. Ha affermato che “Prima del mio ritorno in carica” come presidente, “Joe Biden ha aperto il nostro confine meridionale a milioni di criminali illegali, permettendo a questo esercito straniero di violentare, mutilare e uccidere cittadini americani in totale impunità”.

Il riferimento è inserito nella narrazione politica con cui l’attuale presidente rivendica l’irrigidimento delle misure di contrasto ai gruppi criminali e la stretta sul tema migratorio e dei controlli oltreconfine.

Le promesse di campagna e i nomi citati

Trump ha presentato l’annuncio come parte degli impegni assunti durante la campagna elettorale, citando esplicitamente alcune vittime. Nel messaggio ha dichiarato: “Durante la mia campagna elettorale, mi sono impegnato a espellere questi mostri dal nostro Paese e a rendere giustizia alle famiglie di coloro che hanno massacrato, tra cui la splendida 12enne Jocelyn Nungaray, la 22enne Laken Reilly e tante altre anime meravigliose”.

Quindi ha collegato l’azione all’attività delle forze armate e alle scelte adottate dall’inizio del mandato: “Con questa azione, le Forze Armate degli Stati Uniti hanno reso giustizia a loro, alle loro famiglie e ai loro cari. All’inizio del mio mandato, ho mantenuto la promessa di designare Tren de Aragua come organizzazione terroristica straniera, di espellere migliaia di criminali spietati e di dichiarare guerra ai cartelli che da tempo combattono contro i nostri cittadini, mentre leader deboli lasciavano l’America indifesa”.

Il contesto: sicurezza internazionale e ricadute operative

L’annuncio arriva in una fase in cui le operazioni contro gruppi transnazionali e la cooperazione tra apparati di sicurezza di Paesi diversi restano al centro delle agende politiche. La mancanza di dettagli su luogo e dinamica dell’intervento rende al momento difficoltosa una ricostruzione completa dell’operazione, ma la dichiarazione presidenziale segna un passaggio rilevante nella comunicazione pubblica della strategia statunitense contro Tren de Aragua.

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