
Dopo una fase più dinamica, con temperature temporaneamente più contenute e temporali su diverse aree del Paese, l’Italia si avvia verso una nuova e marcata risalita termica. Le proiezioni più recenti indicano infatti un ritorno dell’anticiclone africano sul Mediterraneo centrale, con un progressivo aumento delle temperature soprattutto al Centro-Sud e sulle isole maggiori.
La parentesi più fresca è legata alla presenza di un profondo ciclone sull’Europa centro-orientale, che sta favorendo correnti settentrionali e un afflusso d’aria relativamente più temperata anche sulla Penisola. In questa fase, sulle regioni adriatiche e su parte del Meridione, le massime possono mantenersi su valori più gestibili, spesso comprese tra 26 e 29 gradi, con episodi temporaleschi localmente intensi.
Il quadro, tuttavia, è destinato a cambiare in modo rapido. Tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio è atteso un ribaltamento della circolazione atmosferica: l’alta pressione di matrice subtropicale tenderà a distendersi verso l’Italia, favorendo condizioni più stabili e un’impennata termica, con i valori più elevati previsti sulle aree interne e lontane dal mare.

Fine del break: da metà settimana torna la stabilità e salgono le temperature
Con l’indebolimento dell’influenza ciclonica sull’Europa centro-orientale, la ventilazione settentrionale tenderà gradualmente ad attenuarsi, lasciando spazio a un diverso assetto barico. In tale scenario, l’alta pressione africana può espandersi verso nord, occupando in modo più deciso il bacino centrale del Mediterraneo e coinvolgendo gran parte del territorio nazionale.
La transizione potrebbe avvenire in modo piuttosto netto: nelle 24-48 ore centrali della settimana, la tendenza è verso cieli più sereni, precipitazioni meno frequenti e un aumento progressivo delle temperature massime e minime. Le notti, in particolare, potrebbero diventare più calde su diverse aree urbane, dove l’effetto “isola di calore” favorisce valori notturni più alti rispetto alle zone rurali circostanti.
Non tutte le aree del Paese, tuttavia, risentiranno nello stesso modo della nuova ondata di calore. Le regioni settentrionali potrebbero restare più esposte a infiltrazioni di aria relativamente più umida e instabile, con la possibilità di locali temporali, soprattutto in prossimità dei rilievi. In questo contesto, l’aumento termico al Nord Italia potrebbe risultare più contenuto e intermittente rispetto alle regioni centrali e meridionali.
Massa d’aria sahariana e subsidenza: perché il caldo può diventare intenso e persistente
I modelli indicano la risalita di un robusto promontorio anticiclonico dal deserto del Sahara, in grado di convogliare una massa d’aria molto calda verso il Mediterraneo centrale. L’assetto anticiclonico, oltre a ridurre la nuvolosità e la probabilità di piogge, favorisce la subsidenza: un movimento discendente dell’aria che tende a comprimere gli strati atmosferici, contribuendo a un ulteriore riscaldamento.
Questo meccanismo può rendere la fase calda non soltanto più intensa, ma anche più duratura. La presenza di un campo di alta pressione ben strutturato, infatti, può limitare l’ingresso di correnti più fresche e rallentare il ricambio d’aria, determinando temperature superiori alle medie stagionali su ampie porzioni del Paese, in particolare sul Centro-Sud.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successivaIn molte aree interne, il riscaldamento diurno può risultare più marcato rispetto alle coste, dove le brezze marine tendono talvolta ad attenuare, almeno in parte, i picchi di temperatura. Al contempo, il mare più caldo può contribuire a mantenere elevate le minime notturne lungo i litorali, aumentando la sensazione di afa e riducendo la capacità di recupero dell’organismo durante il riposo.
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