
I primi esiti dell’autopsia di Abderrahim Fakir riaccendono l’attenzione sulla morte del 42enne, avvenuta domenica a Bologna dopo l’intervento delle forze dell’ordine e del personale di soccorso. L’esame disposto dalla Procura di Bologna, eseguito all’ospedale Sant’Orsola, avrebbe riscontrato una rilevante presenza di sangue nei polmoni.
Il dato, secondo le prime valutazioni medico-legali, è in linea con quanto sarebbe già emerso dalla Tac effettuata prima dell’esame autoptico. Gli accertamenti dovranno ora stabilire con precisione l’origine dell’emorragia e chiarire se essa abbia avuto un ruolo diretto nel decesso di Fakir.

Autopsia di Fakir, cosa indicano i primi riscontri
La presenza di sangue nelle vie respiratorie e nei polmoni potrebbe essere compatibile con un soffocamento provocato dal sangue stesso. Si tratta tuttavia di una valutazione iniziale, che non consente ancora di indicare una causa definitiva della morte. I periti sono chiamati a ricostruire il quadro clinico completo, verificando eventuali fattori concomitanti.
All’autopsia erano presenti anche i consulenti delle parti. La famiglia di Abderrahim Fakir è stata assistita da un medico-legale incaricato dall’avvocato Fabio Anselmo; un altro consulente ha seguito le operazioni per il legale dei due poliziotti e dei quattro operatori del 118 coinvolti nei soccorsi.