
Sette mesi dopo l’avvio delle indagini, il caso della ricina a Pietracatella continua a non avere un responsabile. La morte dei componenti della famiglia De Vita, avvenuta nel piccolo comune della provincia di Campobasso, resta al centro di un’inchiesta complessa, nella quale accertamenti scientifici e tracce digitali procedono ora su binari paralleli.
Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati per il duplice omicidio. Gli inquirenti stanno cercando di definire con precisione le modalità della contaminazione e, soprattutto, di individuare l’alimento o la bevanda attraverso cui la sostanza tossica sarebbe entrata in contatto con le vittime.
Secondo quanto emerso, l’attenzione della Procura si concentra anche sulle attività svolte online nei mesi precedenti alla tragedia. Alcune ricerche in inglese, rintracciate su forum e piattaforme anonime, avrebbero riguardato la ricina, le sue caratteristiche e i possibili effetti sull’organismo.
La ricostruzione resta in evoluzione e ogni elemento viene sottoposto a verifica. Gli investigatori puntano a collegare i risultati delle analisi di laboratorio con le informazioni ottenute dai dispositivi informatici, senza anticipare conclusioni che gli accertamenti ancora in corso non consentono di formulare.
