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Stipendi di settembre, ecco chi riceverà di più in busta paga

Stipendi settembre, aumenti fino a 221 euro e arretrati in arrivo: chi avrà più soldi in busta paga

Settembre porta una novità attesa da migliaia di dipendenti pubblici: per una parte del personale della Pubblica amministrazione la busta paga diventa più pesante grazie al rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Non si tratta però di un aumento destinato indistintamente a tutti i lavoratori dello Stato. La misura riguarda uno specifico comparto e prevede importi differenti a seconda dell’area professionale.

Il nuovo contratto porta con sé non soltanto una crescita dello stipendio mensile, ma anche il riconoscimento delle somme maturate nei mesi precedenti al rinnovo. E proprio gli arretrati, attesi in autunno, rappresentano una delle voci più interessanti per chi rientra nell’accordo.

Stipendi settembre, aumenti fino a 221 euro e arretrati in arrivo: chi avrà più soldi in busta paga

Stipendi di settembre, aumenti fino a 221 euro

Come riporta Leggo, il rinnovo definitivo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Funzioni centrali 2025-2027 interessa circa 200mila dipendenti pubblici. Si tratta del personale impiegato nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici.

L’aumento medio complessivo previsto dal nuovo contratto è di circa 162 euro lordi al mese, ma la cifra varia in funzione dell’area professionale. Gli operatori avranno un incremento di 126,60 euro lordi mensili, mentre per gli assistenti l’aumento sarà di 133,20 euro. Per i funzionari si arriva a 161,80 euro, mentre le elevate professionalità potranno ottenere fino a 221 euro lordi in più al mese.

Le cifre indicate sono lorde e quindi non corrispondono alla somma che effettivamente verrà accreditata sul conto corrente. Sul valore dell’incremento incidono infatti ritenute fiscali e contributive.

Stipendi settembre, aumenti fino a 221 euro e arretrati in arrivo: chi avrà più soldi in busta paga

Arretrati degli stipendi, in autunno arrivano le somme maturate

La seconda novità riguarda gli arretrati, cioè le somme maturate nel periodo precedente all’applicazione degli aumenti previsti dal nuovo contratto. Anche in questo caso l’importo non sarà identico per tutti e dipenderà dall’area professionale e dalla situazione individuale.

Secondo le stime riportate nel testo, in autunno potrebbero arrivare circa 1.300 euro per i funzionari e circa 1.000 euro per assistenti e operatori. Si tratta di somme che si aggiungono all’incremento strutturale della retribuzione: gli arretrati costituiscono infatti il recupero delle differenze maturate nel periodo precedente, mentre l’aumento mensile entrerà stabilmente nella busta paga.

Il rinnovo coinvolge in particolare il personale di ministeri come Interno, Giustizia, Economia e Finanze e Cultura, oltre ai lavoratori delle agenzie fiscali. Tra gli enti interessati figurano Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Agenzia del Demanio e Ispettorato Nazionale del Lavoro. Nel perimetro del contratto rientrano inoltre enti pubblici non economici come Inps, Inail, Aci e Coni, insieme ad altri organismi nazionali.

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