
La nuova legge elettorale entra in una fase delicata per il centrodestra. A Palazzo Chigi, secondo quanto riportato, l’attenzione è concentrata sulla soglia del 15%: un risultato inferiore per Forza Italia e Lega, considerate insieme, renderebbe più difficile per la coalizione raggiungere il 42% richiesto per il premio di maggioranza.
Nonostante le previsioni e le tensioni interne, Giorgia Meloni sarebbe orientata a proseguire con il progetto di riforma, il cui esame è atteso in Senato. La situazione resta tuttavia aperta, sia sul piano dei numeri sia su quello della tenuta parlamentare della maggioranza.

Legge elettorale e soglia del 42%: i calcoli del centrodestra
Le valutazioni interne partono dalle attuali stime elettorali. Fratelli d’Italia ritiene possibile un risultato vicino al 26%, mentre Noi moderati potrebbe contribuire con circa un ulteriore punto percentuale. Per arrivare alla soglia prevista dalla riforma, Lega e Forza Italia dovrebbero quindi assicurare insieme almeno il 15-16% dei consensi.
Le rilevazioni disponibili descrivono però condizioni più complesse. La supermedia YouTrend diffusa alla fine di luglio indicava Forza Italia all’8% e la Lega al 5,9%, per un totale del 13,9%, mentre FdI si attestava al 26,7%. In questo quadro, il premio di maggioranza potrebbe restare fuori dalla portata della coalizione.
La premier ritiene tuttavia che la dispersione dei voti possa incidere anche sull’altro schieramento. Le forze esterne alle principali coalizioni, tra cui quelle riferibili a Roberto Vannacci, Carlo Calenda e Potere al popolo, potrebbero sottrarre consensi alle rispettive aree politiche. Rimane inoltre l’incognita di un eventuale nuovo progetto guidato da Alessandro Di Battista, un’ipotesi sulla quale nel Movimento 5 Stelle viene segnalato scetticismo.
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