
Un dettaglio emerso nelle ultime ore riaccende i riflettori sul caso della tomba di Pamela Genini, la 29enne uccisa a coltellate il 14 ottobre 2025 dall’ex compagno Gianluca Soncin. Al centro della nuova fase dell’inchiesta c’è un elemento tecnico che potrebbe contribuire a chiarire cosa sia accaduto nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo. Ma proprio su questo punto è emersa una versione completamente diversa da quella circolata inizialmente.

Le impronte trovate dietro la lastra
Secondo quanto riferito dalla trasmissione “Verità Nascoste – Il Diario”, alcune impronte digitali sarebbero state individuate dietro la lastra di plastica della tomba di Pamela. Un particolare che, inevitabilmente, ha spinto gli investigatori a concentrarsi sulle possibili persone entrate in contatto con il sepolcro.
Gli addetti delle pompe funebri avrebbero messo a disposizione le proprie impronte per consentire agli investigatori di effettuare i necessari confronti. Diversa, invece, sarebbe stata la situazione relativa a Francesco Dolci, ex compagno della giovane e oggi indagato proprio nell’inchiesta sulla profanazione.
Durante la trasmissione è stata riportata la circostanza secondo cui Dolci si sarebbe rifiutato di fornire le proprie impronte digitali. Una ricostruzione che, però, è stata immediatamente contestata dall’uomo e dalla sua legale.
L’avvocata Eleonora Prandi ha infatti fornito una versione differente, precisando che non ci sarebbe stato alcun rifiuto. Secondo la difesa, sarebbe stata avanzata la richiesta di poter consegnare le impronte dopo il deposito dell’incidente probatorio. Una precisazione che cambia sostanzialmente il significato dell’episodio e apre un nuovo fronte nel già complesso caso.
La macabra scoperta al cimitero
La profanazione della tomba era stata scoperta il 23 marzo scorso, quando gli operatori delle pompe funebri si erano recati al cimitero di Strozza per occuparsi della traslazione della salma nella tomba di famiglia.
Durante le operazioni era emerso un particolare sconvolgente: il corpo di Pamela era privo della testa. Gli accertamenti medico-legali avrebbero successivamente indicato che la profanazione sarebbe avvenuta pochi giorni dopo il funerale della ragazza, celebrato il 24 ottobre 2025.
Sulla bara sarebbero inoltre stati individuati otto gocciolamenti biologici. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, conterrebbero tracce di DNA misto che potrebbero appartenere alle persone coinvolte nella profanazione.
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