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“Sentite questo audio”. Garlasco, Alberto Stasi torna al centro della scena

A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, torna sotto osservazione un passaggio cruciale della mattina del 13 agosto 2007: la telefonata al 118 effettuata da Alberto Stasi dopo il ritrovamento del corpo di Chiara Poggi. Non sono soltanto le parole pronunciate durante la richiesta di soccorso ad attirare nuovamente l’attenzione, ma alcuni suoni captati nella registrazione.

La vicenda, da anni al centro di analisi giudiziarie e televisive, è stata ripresa da Quarto Grado. Il servizio ha proposto una rilettura dell’audio che si concentra sui rumori percepibili in sottofondo e sulla loro possibile collocazione nella sequenza degli eventi.

Delitto di Garlasco, la chiamata al 118 di Alberto Stasi

La tragedia si consumò nella villetta di via Pascoli, a Garlasco. Dopo avere trovato la fidanzata senza vita, Alberto Stasi contattò il 118. Nel corso degli anni, quella telefonata è stata ascoltata più volte anche per valutare la voce, le pause e le difficoltà incontrate dal giovane nel descrivere all’operatore quanto aveva visto.

Ora il punto dell’analisi è diverso. L’attenzione non è rivolta principalmente al tono di Stasi, ma a ciò che si sentirebbe durante la conversazione. Secondo quanto riferito nel programma, nell’audio sarebbero distinguibili due rumori: un citofono e un cancello.

I rumori nell’audio e il possibile arrivo alla caserma

I suoni rilevati durante la telefonata al 118 potrebbero essere compatibili, secondo la ricostruzione illustrata nel servizio, con l’ingresso della stazione dei carabinieri. Si tratta di un elemento che richiede accertamenti, ma che assume rilievo se confrontato con la versione fornita da Stasi negli interrogatori.

Alberto Stasi aveva dichiarato di avere chiamato i soccorsi dopo essere salito in auto davanti alla casa di Chiara Poggi, per poi dirigersi verso la caserma. L’eventuale identificazione dei rumori come quelli dell’accesso alla stazione renderebbe però necessaria una diversa valutazione della successione temporale.

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