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Report, bomba clamorosa sulla nuova conduttrice: cosa si scopre

La nuova stagione di Report si apre con un cambio al vertice destinato a far discutere. La promozione di Claudia Di Pasquale, storica inviata del programma, arriva infatti mentre intorno alla trasmissione restano accese alcune polemiche legate alle inchieste del passato e alla figura di Sigfrido Ranucci. Una successione televisiva che, ancora prima del debutto, riporta sotto i riflettori vecchie vicende e nuovi sviluppi giudiziari.

Report, Claudia Di Pasquale nuova conduttrice

È Claudia Di Pasquale la nuova conduttrice di Report, dopo la rinuncia di Giulia Presutti. La giornalista, storica inviata della trasmissione, era già considerata in pole position per affiancare Daniele Piervincenzi. La scelta è arrivata dopo le tensioni registrate attorno alla composizione della nuova squadra del programma. Come riferito da Libero Quotidiano, Ranucci ha rivendicato di avere considerato Di Pasquale una possibile scelta: «Sarebbe stata una delle mie scelte in un normale dialogo con l’azienda. Però meno male che questo dialogo non è avvenuto perché se l’avessi consigliata io, probabilmente non l’avrebbero nominata».

Report, le inchieste sulla Cisl e le accuse di conflitto d’interessi

A riportare l’attenzione sul passato professionale della nuova conduttrice sono soprattutto due inchieste realizzate per Report sui vertici della Cisl: «Cisl, gli insindacabili», trasmessa il 14 dicembre 2020, e «L’aspettativa», del 17 maggio 2021. Secondo quanto ricostruito da Libero Quotidiano, quei servizi furono accompagnati da critiche e polemiche e, negli anni, qualcuno arrivò a ipotizzare un possibile conflitto d’interessi legato a Ranucci. Si tratta, però, di un’ipotesi e non di un accertamento di responsabilità.

Il tema si intreccia con i rapporti personali attribuiti allo stesso Ranucci con Laura Cianfoni, indicata da Libero come per anni «assistente politica» di Marco Bentivogli, allora segretario generale della Fim Cisl. La testata riferisce inoltre dei rapporti familiari e professionali che ruotavano attorno alla vicenda. È importante, tuttavia, distinguere le ricostruzioni e le insinuazioni riportate negli anni dalle circostanze accertate in sede giudiziaria: secondo Libero Quotidiano, nel 2026 il Tribunale di Roma ha rigettato la causa civile promossa dal sindacato contro la trasmissione, riportando un esito favorevole a Ranucci e alla redazione sul lavoro contestato.

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