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Lilli Gruber, bordata contro Meloni: “Sta trafficando per salvarsi”

Lilli Gruber, bordata contro Meloni: “Sta trafficando per salvarsi”

Un quadro internazionale segnato dall’avanzata delle destre radicali, dalle tensioni in Medio Oriente e dalle fragilità delle democrazie liberali. Nell’intervista concessa al Corriere della Sera ad Aldo Cazzullo, Lilli Gruber ha affrontato alcuni dei principali nodi politici italiani ed europei, soffermandosi anche sul ruolo di Giorgia Meloni, sulle ipotesi di riforma elettorale e sul tema della violenza contro le donne.

Lilli Gruber, bordata contro Meloni: “Sta trafficando per salvarsi”

Lilli Gruber e l’allarme sulla crescita dell’estrema destra in Europa

Nel ragionamento della giornalista, la situazione tedesca rappresenta uno degli elementi di maggiore apprensione. Il risultato ottenuto dall’AfD, secondo Gruber, non andrebbe ridotto a un confronto sulle parole o a una semplice controversia linguistica: il partito viene indicato come una forza che sostiene la remigrazione e deportazioni su base etnica, richiamando inoltre nostalgie legate al Terzo Reich.

Il punto centrale, nella sua analisi, riguarda il rapporto tra democrazia e movimenti che operano all’interno delle sue regole pur proponendo un cambio radicale dell’assetto politico. In questo scenario, l’Europa sarebbe chiamata a fronteggiare insieme l’instabilità economica, la crescita delle tensioni sociali e il ricorso a politiche di riarmo e militarizzazione.

Marine Le Pen e Donald Trump nel quadro dei sovranismi

L’intervista ha poi allargato lo sguardo alla Francia e agli Stati Uniti. Marine Le Pen e Donald Trump vengono collocati da Gruber in una stessa area politica, pur con differenze nei rispettivi sistemi istituzionali e nelle dinamiche elettorali dei due Paesi.

In Francia, la conduttrice ha richiamato la condanna per frode finanziaria che riguarda Le Pen, osservando che la possibilità di una candidatura all’Eliseo non avrebbe generato, a suo giudizio, una reazione pubblica proporzionata. Quanto a Trump, Gruber lo ha definito il principale riferimento internazionale delle destre estreme e un fattore di disordine sul piano globale, ritenendo che le sue strategie abbiano inciso sulle istituzioni democratiche statunitensi.

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