
Una vicenda rimasta per anni sotto i riflettori della cronaca britannica si interrompe improvvisamente. Nicholas Brandram, banchiere londinese di 44 anni e principale indagato nel caso di Putney, è stato trovato morto nel suo appartamento di Chiswick.
L’intervento della polizia e dei soccorsi è avvenuto nella sua abitazione nella zona ovest di Londra. La Metropolitan Police ha definito il decesso inatteso, precisando tuttavia che, allo stato attuale, non viene trattato come sospetto. Restano in corso gli accertamenti medico-legali necessari a chiarire le cause della morte.

Nicholas Brandram morto a Chiswick: gli accertamenti
La morte di Nicholas Brandram arriva mentre il suo nome era tornato al centro di un procedimento particolarmente delicato. Gli investigatori stanno ora attendendo gli esiti degli esami disposti sul corpo del 44enne, un dettaglio fondamentale per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Per il momento non sono stati diffusi ulteriori elementi sulle circostanze del ritrovamento. Le autorità britanniche hanno ribadito che il caso non è considerato di natura sospetta, ma l’inchiesta sulle cause del decesso segue il percorso previsto in situazioni di questo tipo.

Il caso dello spintore di Putney Bridge del 2017
Brandram era stato arrestato nel giugno dello scorso anno con l’accusa di tentate lesioni personali. L’arresto era collegato all’aggressione avvenuta nel 2017 sul Putney Bridge, uno degli episodi di cronaca più discussi nel Regno Unito.
Secondo la ricostruzione dell’epoca, una donna di 33 anni stava correndo sul ponte quando venne spinta verso la strada proprio al passaggio di un autobus. Il conducente riuscì a frenare in tempo, evitando l’impatto e conseguenze potenzialmente gravissime per la jogger.
La donna riportò ferite limitate, ma il racconto dell’accaduto suscitò forte preoccupazione. Le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte diedero avvio a una lunga attività investigativa, senza che per molto tempo fosse individuato un responsabile.
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