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Garlasco: “I Ris di Parma sapevano che Stasi era innocente già nel 2007, ma nascosero la prova del Dna sui pedali”

La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio l’avviso di conclusione della seconda tranche di indagini relative all’omicidio di Chiara Poggi. Il provvedimento, firmato dal pool coordinato dal procuratore Fabio Napoleone, rappresenta un passaggio rilevante nella nuova fase investigativa sul delitto di Garlasco e precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Secondo quanto riportato negli atti, l’attenzione degli inquirenti non è rivolta soltanto alla posizione del trentottenne, indicato dalla Procura come l’autore del delitto. Le conclusioni dell’indagine ricostruirebbero anche alcune attività svolte nel 2007, con particolare riferimento agli accertamenti eseguiti dai carabinieri del Ris di Parma sul materiale biologico repertato su una bicicletta riconducibile ad Alberto Stasi.

La tesi della Procura è che «i carabinieri del Ris di Parma agli ordini del generale Luciano Garofano sapevano che il test del Dna sui pedali della bici di Stasi era negativo ma nascosero i risultati che provavano la sua innocenza». Si tratta di una ricostruzione contenuta nell’avviso di chiusura delle indagini, che dovrà ora essere valutata nelle sedi giudiziarie previste dalla legge.

Gli accertamenti richiamati riguarderebbero la bicicletta Umberto Dei e due analisi di controllo effettuate prima dell’adozione dei provvedimenti restrittivi nei confronti di Alberto Stasi. Per gli inquirenti pavesi, quegli esiti avrebbero avuto un significato rilevante nella valutazione della posizione dell’allora indagato, ma non sarebbero confluiti in modo completo negli atti ufficiali. Resta da chiarire, nell’eventuale sviluppo del procedimento, il quadro delle verifiche e delle responsabilità ipotizzate.

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