
Una frattura profonda, accuse pesantissime e dimissioni che aprono un nuovo capitolo di tensione nell’area radicale. Filippo Blengino, fino a pochi giorni fa segretario nazionale di Radicali Italiani, ha lasciato il suo incarico denunciando presunte irregolarità interne, problemi di trasparenza e un clima che, a suo dire, sarebbe diventato incompatibile con i principi storici del movimento.
La vicenda è emersa durante una riunione online particolarmente tesa e riguarda anche il percorso verso il XXIV Congresso. Al centro della contestazione vi sono la gestione delle iscrizioni, i resoconti economici e il funzionamento degli organismi statutari. Accuse che coinvolgono la guida del partito e che, al momento, delineano uno scontro politico e organizzativo di grande rilievo.

Radicali Italiani, la crisi esplode alla vigilia del congresso
Nei partiti e nei movimenti politici, la regolarità delle procedure interne è un elemento essenziale per garantire la partecipazione degli iscritti. Tesseramenti verificabili, conti chiari, rispetto delle scadenze congressuali e possibilità di confronto tra posizioni diverse sono passaggi centrali, soprattutto per una formazione che richiama nel proprio percorso i temi della legalità, delle libertà civili e della nonviolenza.
Secondo Blengino, questi presupposti sarebbero venuti meno. La sua scelta di dimettersi arriva in una fase delicata per Radicali Italiani, già attraversata da un confronto serrato sul rapporto con +Europa e sulle prospettive dell’area liberale e radicale. Le sue dichiarazioni hanno trasformato una tensione interna in un caso politico aperto, con interrogativi sulle prossime decisioni degli organi del movimento.
